Stelios Sakalis a Borgo San Felice: il Chianti incontra l’Egeo

Stelios Sakalis a Borgo San Felice

STELIOS SAKALIS A BORGO SAN FELICE apre una nuova pagina della cucina del Poggio Rosso, nel cuore del Chianti Classico. Lo chef greco, originario di Atene, porta nel borgo toscano un percorso internazionale e una sensibilità mediterranea che si intrecciano con i prodotti, i sapori e la memoria gastronomica del territorio. Un incontro tra Toscana ed Egeo che non cerca contrapposizioni. Al contrario, costruisce un dialogo fatto di ingredienti, tecnica e ricordi.

Piazza di Borgo San Felice – Ph. Giò Martorana

Stelios Sakalis, una cucina tra Toscana e Grecia

Stelios Sakalis – Ph. Stefano Scatà

A Borgo San Felice Sakalis ha trovato un territorio nel quale continuare a sviluppare una cucina personale.   Il suo percorso professionale nasce in Grecia e prosegue in Italia, Francia e Inghilterra, attraverso importanti esperienze nell’alta ristorazione internazionale. Tra le tappe della sua formazione ci sono le cucine legate a Gordon Ramsay e l’esperienza al Fat Duck di Heston Blumenthal. Un percorso che gli ha permesso di confrontarsi con tecniche, culture e modi diversi di interpretare la cucina. Nel 2019 arriva al Castello di Spaltenna, a Gaiole in Chianti, dove conquista una Stella Michelin al ristorante Il Pievano.  Il rapporto con il Chianti, quindi, non nasce oggi. È un legame costruito nel tempo e diventato parte della sua identità professionale. «Rimanere nel Chianti per me è come restare a casa», ha raccontato Sakalis, spiegando il significato del nuovo percorso a Borgo San Felice.

Il Poggio Rosso cambia passo

Al Poggio Rosso, ristorante gastronomico di Borgo San Felice, lo chef interpreta il territorio senza rinunciare alla propria storia.   La sua cucina parte dalla Toscana e guarda al Mediterraneo. È una direzione che la stampa nazionale ha evidenziato anche attraverso alcuni piatti del menu, dove ingredienti e suggestioni del territorio incontrano elementi della cultura greca. Tra gli esempi citati figurano il gambero rosa di Capraia con tarama, shiso e ouzo e lo “Spaghetto sbagliato”, ispirato al Negroni. Non è una cucina che vuole semplicemente fondere due tradizioni.  È piuttosto un racconto personale. Il Tirreno e l’Egeo diventano due sponde dello stesso Mediterraneo, mentre il Chianti resta il punto di partenza.

Il territorio resta protagonista

La forza del progetto è nel rapporto con le materie prime.  Sakalis lavora su prodotti che appartengono alla cultura gastronomica toscana, interpretandoli con uno sguardo contemporaneo.  Verdure, carne, pesce, erbe aromatiche e prodotti della campagna entrano così in una cucina che cerca equilibrio e riconoscibilità. Il risultato è una proposta gastronomica elegante, ma leggibile. Una cucina nella quale la tecnica non cancella il sapore dell’ingrediente. La stessa filosofia emerge anche nel rapporto dello chef con i produttori locali e con una materia prima che, nel Chianti, offre possibilità straordinarie. Sakalis ha sottolineato il valore della vicinanza tra ristorazione, agricoltori e allevatori del territorio.

Il passaggio di testimone con Juan Camilo Quintero

Juan Camilo Quintero – Ph. Andrea Di Lorenzo

L’arrivo di Sakalis segna anche il passaggio di testimone con Juan Camilo Quintero, che per sei anni ha guidato la cucina di Borgo San Felice. Lo chef colombiano aveva costruito qui una parte importante della propria carriera, lavorando anche in collaborazione con Enrico Bartolini. Durante il suo percorso, il Poggio Rosso ha conquistato la prima Stella Michelin nel 2020, poi riconfermata negli anni successivi. Il riconoscimento è stato confermato anche nel 2025 sotto la guida di Sakalis. Quintero ha quindi lasciato il Chianti per aprire un nuovo capitolo professionale nella Capitale. Il suo percorso romano è oggi legato a QUID – Unique Italian Dining, il progetto di alta ristorazione nato a Palazzo Marignoli con Enrico Bartolini e Allianz. Due strade diverse, dunque, ma unite da una stessa idea di cucina contemporanea.

Borgo San Felice, il gusto come esperienza

Borgo San Felice non è soltanto un resort.  È un borgo immerso nelle colline del Chianti Classico, dove ospitalità, vino, cucina e paesaggio fanno parte della stessa esperienza. Il Poggio Rosso rappresenta il cuore gastronomico più ambizioso della struttura. Accanto al ristorante stellato c’è Osteria Il Grigio, con una cucina più semplice e vicina alla tradizione toscana. La presenza di Sakalis rafforza così una proposta nella quale alta cucina e territorio procedono insieme.  La destinazione diventa parte del piatto. E il piatto diventa un modo per conoscere il luogo.

Un borgo, una cantina, una storia

La vocazione di San Felice non si ferma alla ristorazione.  Il vino occupa un ruolo centrale, con una produzione che attraversa alcune delle aree più importanti della Toscana: Chianti Classico, Montalcino e BolgheriLe tenute San Felice, Campogiovanni e Bell’Aja rappresentano tre territori differenti e tre espressioni della viticoltura toscana. È questo intreccio tra vino, cucina e paesaggio a rendere Borgo San Felice una destinazione particolarmente interessante per il turismo gastronomico. Anche la stampa nazionale ha recentemente inserito il borgo tra le destinazioni toscane dove ospitalità e cucina diventano parte di un’esperienza legata al paesaggio e alla qualità del soggiorno.

Enrico Bartolini e una visione condivisa

Il percorso di Borgo San Felice si inserisce nella collaborazione con Enrico Bartolini, tra gli chef italiani più affermati sulla scena internazionale. Il rapporto con Bartolini rappresenta un elemento importante nella crescita gastronomica del Poggio Rosso e nella valorizzazione del territorio. La filosofia è chiara: partire dalle identità locali e utilizzare tecnica e creatività per raccontarle in modo nuovo. È una visione che trova nel Chianti un terreno particolarmente fertile.

Il nuovo racconto del Chianti

Con Stelios Sakalis il Poggio Rosso apre una fase nella quale la cucina toscana incontra una sensibilità mediterranea ancora più evidente. La Grecia dello chef non arriva a Borgo San Felice come una presenza estranea.  Entra nei piatti con discrezione.  Un profumo, un’acidità, un ingrediente, un ricordo. E proprio qui sta la forza della sua cucina: non cancellare il territorio, ma leggerlo attraverso la propria storiaIl Chianti resta protagonista. Sakalis gli dà una nuova voce.

Borgo San Felice Resort
Località S. Felice,
53019 Castelnuovo Berardenga SI
Tel. 0577 3964
https://www.borgosanfelice.com/

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A cura di Mariella Belloni

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