Dentro al Gusto Italiano

Editoriali a cura del Direttore DARIO BORDET (bordet@le-roy.it)
Dentro al Gusto Italiano: le novità della settimana
Ogni settimana su Italia da Gustare raccontiamo storie di cibo, tradizione e innovazione. In questa edizione di Dentro al Gusto Italiano, ti accompagniamo tra eventi, prodotti tipici e territori che celebrano la nostra cultura gastronomica. Il filo conduttore è sempre il gusto autentico, quello che parla di mani, passione e identità locale. Eventi e manifestazioni: colori, sapori e tradizione Tra gli appuntamenti più gustosi di questa settimana, i Carnevali dell’Emilia-Romagna 2026 si confermano protagonisti: maschere, sfilate e degustazioni che raccontano la storia e la convivialità delle comunità locali. Non mancano festival dedicati al cioccolato, come CioccolaTò 2026 a Torino, dove profumi e degustazioni trasformano la città in un laboratorio dolce e creativo. Prodotti tipici e storie di territorio Questa settimana abbiamo esplorato i progetti di valorizzazione dei territori, come West of Sicily Turismo, che promuove itinerari enogastronomici nella Sicilia occidentale. Ogni articolo dedicato ai prodotti tipici racconta più di un sapore: parla di persone, di tradizioni artigianali e di innovazioni sostenibili. Dalla terra alla tavola, ogni storia mostra quanto sia ricca e diversificata la nostra identità gastronomica. Vino, olio e degustazioni guidate Non potevano mancare focus su vino e olio, protagonisti del gusto italiano. Cantine cooperative, piccoli produttori e nuove annate vengono raccontati con attenzione al territorio e alle tecniche sostenibili. Chi desidera approfondire questi temi può esplorare la sezione Cantine e Vigneti, dove si trovano interviste, consigli di abbinamento e storie di eccellenza regionale. Turismo del gusto: esperienze autentiche Il viaggio enogastronomico è sempre più una forma di conoscenza e scoperta. Camminare tra vigne e uliveti, visitare frantoi e mercati locali permette di comprendere le radici di ogni prodotto. In settimana abbiamo raccontato esperienze di turismo esperienziale e lento, pensate per chi desidera vivere l’Italia autentica. Leggere le nostre storie e visitare i luoghi consigliati significa sostenere comunità locali e promuovere un modello di viaggio consapevole. Un invito alla lettura Ogni articolo di questa settimana su Dentro al Gusto Italiano è un invito a scoprire persone, prodotti e tradizioni che rendono unico il nostro patrimonio gastronomico. Dai Carnevali dell’Emilia-Romagna 2026 a CioccolaTò Torino, dalle iniziative di West of Sicily Turismo agli approfondimenti su vino e olio, c’è sempre una storia pronta a sorprendere. Dedica qualche minuto alla lettura, segui i link interni e lasciati guidare dai sapori, dai profumi e dalle esperienze italiane più autentiche. Il gusto non è solo cibo: è cultura, identità e futuro.
BIT Milano 2026: Dentro al gusto italiano
La BIT Milano 2026 ha riportato al centro del dibattito il futuro del turismo italiano. Non è stata solo una fiera. È stata una fotografia nitida di come stanno cambiando viaggi, destinazioni e narrazioni. Alla BIT – Borsa Internazionale del Turismo si è parlato di sostenibilità, turismo lento e valorizzazione dei territori. Ma soprattutto si è parlato di persone. Il viaggio oggi non è più consumo rapido. È esperienza consapevole. Per noi di Italia da Gustare, questo passaggio è fondamentale. Perché il turismo non vive senza cultura del gusto, identità locale e racconto autentico. BIT Milano 2026 e il nuovo modo di viaggiare Alla BIT Milano 2026 si è respirata una parola chiave: trasformazione. Il viaggiatore non cerca solo una meta. Cerca significato. Cerca relazioni. Cerca autenticità. Le regioni italiane hanno portato progetti concreti. Si è parlato di borghi, cammini, itinerari enogastronomici. Si è parlato di destagionalizzazione e di turismo diffuso. Il concetto è semplice: distribuire i flussi e valorizzare aree meno battute. Questo significa sostenere economie locali e preservare identità culturali. Anche il legame con le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 è emerso con forza. Grandi eventi e turismo dialogano sempre di più. L’attrattività passa anche dallo sport e dalla capacità organizzativa del Paese. Territori, gusto e identità alla BIT Milano 2026 Il cuore dell’editoriale resta uno: il territorio. La BIT Milano 2026 ha mostrato un’Italia che vuole raccontarsi meglio. Non solo città d’arte. Non solo mete iconiche. Ma comunità, tradizioni, filiere agricole e produzioni locali. Il turismo enogastronomico cresce perché unisce viaggio e cultura. Visitare un luogo significa anche assaggiarlo. Significa capire la sua storia attraverso sapori, prodotti e mani che lavorano. In questo senso, il turismo diventa esperienza integrata. Cultura, natura e cucina dialogano. È il modello che raccontiamo ogni settimana nella categoria Dentro al gusto italiano. Turismo sostenibile e turismo esperienziale Un altro tema forte emerso alla BIT Milano 2026 è la sostenibilità. Non solo ambientale. Anche sociale ed economica. Si parla di mobilità dolce. Si parla di filiere corte. Si parla di rispetto dei luoghi. Le nuove generazioni chiedono trasparenza e responsabilità. Il turismo esperienziale si muove in questa direzione. Laboratori artigianali, visite in azienda agricola, percorsi naturalistici guidati. Il viaggiatore vuole partecipare. Non vuole restare spettatore. Questo cambiamento riguarda tutti. Operatori, istituzioni, viaggiatori. È un processo culturale prima ancora che economico. BIT Milano 2026: perché riguarda anche te Forse ti chiedi perché una fiera come la BIT Milano 2026 dovrebbe interessarti. La risposta è semplice. Perché anticipa le tendenze.Se ami viaggiare in Italia, qui nascono le idee che troverai nei prossimi mesi. Nuovi itinerari. Nuovi eventi. Nuove formule di ospitalità. Per chi lavora nel settore, è un osservatorio privilegiato. Per chi viaggia, è una bussola. Noi continueremo a raccontarti questi cambiamenti. Con uno sguardo attento. Con linguaggio chiaro. Con la passione per il gusto italiano. Il viaggio comincia sempre da una scelta consapevole.E la BIT Milano 2026 ci ricorda che l’Italia ha ancora molto da dire. …..Buone letture
Inverno lento: cioccolato da record e Olimpiadi del food
Inverno, il tempo giusto per rallentare L’inverno invita a fare spazio al silenzio e ad ascoltare meglio le storie. Anche quelle che passano dalla tavola. Questa settimana Italia da Gustare ti accompagna dentro il gusto italiano partendo da un’idea semplice: rallentare. Tra neve, ospitalità diffusa e grandi eventi raccontati dal punto di vista del food, il cibo diventa una lente per leggere il presente con più attenzione. Turismo lento invernale: neve, silenzio e accoglienza Il turismo lento trova nell’inverno la sua dimensione ideale. Borghi ovattati dalla neve, camini accesi e tavole che scaldano. Nei nostri articoli raccontiamo un modo di viaggiare che privilegia il tempo, l’incontro e la qualità dell’esperienza. L’ospitalità diventa parte del racconto gastronomico, insieme ai prodotti stagionali e alle cucine territoriali. È un invito a scoprire l’Italia senza fretta, seguendo il ritmo naturale dei luoghi. (Link interno consigliato:https://www.italiadagustare.it/carnevali-emilia-romagna-gusto-tradizione-2026/ – sezione Territori) Il Treno di cioccolato: quando il gusto entra nel Guinness Tra le curiosità della settimana spicca il Treno di cioccolato entrato nel Guinness World Records. Un progetto che unisce precisione tecnica, creatività e passione artigianale. Non è solo un primato. È il racconto di come il cioccolato possa diventare linguaggio culturale e spettacolare, capace di parlare a pubblici diversi. Una storia che merita di essere letta con lo stesso stupore con cui è stata realizzata. (Link interno consigliato: https://www.italiadagustare.it/treno-di-cioccolato-record-52-metri-di-pura-golosita-artigianale-guinness-world-records-e-solidarieta-scopri-levento/sezione News) Olimpiadi Milano Cortina: il food come racconto dei territori Le Olimpiadi Milano Cortina si avvicinano e il cibo entra in scena come protagonista silenzioso ma fondamentale. Menu sostenibili, prodotti locali e filiere attente raccontano i territori olimpici prima ancora delle gare. Nei nostri approfondimenti esploriamo come il food possa diventare parte dell’esperienza olimpica, lasciando un’eredità culturale che va oltre l’evento sportivo. (Link interno consigliato:https://www.italiadagustare.it/milano-cortina-2026-cerimonia-inaugurale-emozione/ – sezione Eventi) Buona lettura, con calma Questo editoriale è un invito gentile a scegliere, leggere e gustare. Dentro al gusto italiano, l’inverno è la stagione ideale per storie che scaldano e restano. Il direttore
Dentro al gusto italiano: settimana tra idee, sapori e nuovi percorsi
Dentro al gusto italiano e …Buona settimana, Dentro al gusto italiano, questa settimana ti portiamo in viaggio tra due città dove il gusto diventa racconto e cultura. A Bergamo nasce Gourmantico, un evento unico che fa del cibo un linguaggio vivo, fatto di storie, emozioni e incontri autentici. Qui chef e artigiani dialogano con chi ama scoprire e assaporare. Se vuoi conoscere meglio Bergamo e i suoi sapori, dai un’occhiata a Visit Bergamo. Milano, invece, ci invita a scoprire I GO ITALIAN, un progetto nato negli spazi di Assolombarda che collega imprese, territori e viaggiatori. È un invito a rallentare, ascoltare e riscoprire le radici del gusto italiano. Per esplorare la Lombardia e i suoi itinerari, visita il sito della Regione Lombardia. Insieme, questi progetti ci ricordano quanto la cucina italiana sia una storia viva, fatta di persone, tradizioni e innovazioni. Se vuoi rimanere aggiornato su queste e altre iniziative, continua a seguirci su Italia da Gustare. A presto,Dario Bordet
Epifania: il cibo che racconta l’Italia
C’è un giorno, dopo le feste, che non chiude ma trasforma.L’Epifania arriva piano, porta via il rumore e lascia spazio ai gesti. In cucina, soprattutto. È qui che il cibo diventa racconto, memoria condivisa, ultimo abbraccio delle feste. In molte case italiane non è solo una data sul calendario, ma un rito che profuma di dolce, di forno acceso e di tavole che resistono al tempo. Mangiare all’Epifania significa salutare il Natale senza fretta.È un momento sospeso, dove le tradizioni regionali parlano ancora forte. E lo fanno con semplicità. Dolci dell’Epifania: simboli da assaggiare Il cibo dell’Epifania è quasi sempre dolce.Non per caso. Il dolce consola, chiude e accompagna. In Veneto si prepara la fugassa, semplice e profumata. In Piemonte resiste la galette, con la sorpresa nascosta. Al Sud dominano i cicirata, le pittule, i mostaccioli e i dolci fritti, dorati come promesse. Ogni ricetta ha una storia.Spesso nasce dal riuso degli ingredienti rimasti. Zucchero, miele, frutta secca. Nulla si spreca. Tutto si trasforma. È una cucina domestica, lenta, profondamente italiana. 👉 Altri racconti sulle tradizioni regionali sono disponibili suhttps://www.italiadagustare.it La Befana come figura di cucina La Befana non vola solo sui tetti.Vive nelle credenze, nei cassetti delle nonne, nelle mani che impastano. È una figura popolare, imperfetta e accogliente. Porta doni semplici, come faceva una volta il cibo: nutrire e rassicurare. In molte regioni, il pranzo dell’Epifania è l’ultimo convivio festivo.Si mangia insieme ciò che resta, ma anche ciò che si prepara apposta. È un gesto collettivo, che parla di comunità e continuità. Di una cucina che non ha bisogno di essere spettacolare per essere vera. Tradizione e identità a tavola Il food dell’Epifania racconta l’identità italiana meglio di molte parole. È fatto di gesti ripetuti, ricette tramandate, varianti locali. Ogni territorio aggiunge un dettaglio. Ogni famiglia una sfumatura. Queste tradizioni non sono ferme.Cambiano, si adattano, ma non scompaiono. Continuano a vivere perché hanno senso. Perché parlano di casa, di tempo condiviso e di stagioni che passano. Su Italia da Gustare raccontiamo questo patrimonio vivo, fatto di sapori e persone, non solo di piatti. Un invito alla lettura e alla memoria Raccontare l’Epifania nel food italiano significa fermarsi un attimo. Significa ascoltare ciò che resta dopo le feste. In quel resto c’è molto. C’è la cultura del riuso, il valore della lentezza, il piacere dello stare insieme. Leggere di queste tradizioni è un modo per tenerle vive. Prepararle, anche. Perché il cibo non è solo nutrimento. È racconto, identità e futuro che passa dalle mani. E forse, proprio all’Epifania, l’Italia si riconosce di più.
