A Oppido Mamertina la mostra “Frammenti e Trasmutazioni” celebra l’arte orafa, le maschere e il legame profondo tra memoria, tradizione e territorio
Dalla Calabria nasce un viaggio nell’arte

Ci sono luoghi che restano dentro. Sono quelli dell’infanzia, delle feste di paese, delle campane che scandiscono il tempo. Sono le persone incontrate lungo la strada e i paesaggi che continuano ad abitare la memoria. È da questo patrimonio di ricordi che nasce la ricerca artistica di Rocco Epifanio, maestro orafo e artista calabrese che da oltre quarant’anni lavora nel cuore di Roma. La sua arte parte dalla memoria e arriva alla materia. L’oro, l’argento e i metalli preziosi diventano strumenti per raccontare un mondo fatto di tradizioni, volti, simboli e identità. Ora questo lungo viaggio torna nella terra d’origine dell’artista.
Oppido Mamertina accoglie “Frammenti e Trasmutazioni”
Dal 21 al 23 agosto, il monumentale Palazzo Grillo di Oppido Mamertina, in via Marino Zuco, ospiterà “Frammenti e Trasmutazioni”, una mostra dedicata all’opera pittorica e orafa di Rocco Epifanio. L’iniziativa è sostenuta dalla Pro Loco e dall’Amministrazione Comunale di Oppido Mamertina. Il titolo della mostra racconta già molto del percorso dell’artista. I “frammenti” sono quelli della memoria e della cultura. Sono volti, maschere, tradizioni e storie raccolte nel tempo. La “trasmutazione” è invece il passaggio dalla memoria alla materia. Un ricordo diventa forma. Un simbolo diventa gioiello. Una tradizione diventa opera d’arte.
Un maestro orafo legato alle proprie radici
Rocco Epifanio è un autentico “archeologo dell’anima”. Da oltre quarant’anni porta avanti la propria attività di arte orafa a Roma, ma il legame con la Calabria non si è mai interrotto. Anzi, proprio la terra d’origine rappresenta una delle fonti più importanti della sua ricerca. Il ritorno a Oppido Mamertina assume quindi un significato particolare. Non è soltanto un appuntamento espositivo. È un ritorno alle radici. È il recupero di una memoria personale che diventa patrimonio condiviso. Il percorso dei suoi quarant’anni di attività era stato celebrato recentemente anche con una grande esposizione nella storica Biblioteca Casanatense di Roma. Oggi il maestro torna invece nella propria terra con una nuova tappa del suo viaggio artistico.
La maschera come racconto dell’uomo
Uno dei temi centrali della mostra è la maschera. Il progetto nasce anche dall’esperienza de “Il Giro del Mondo”, una ricerca dedicata alle maschere popolari di culture ed epoche differenti. Rocco Epifanio ha studiato centinaia di maschere provenienti da diverse parti del mondo. Un lavoro che assume una forte dimensione antropologica. Dalla tradizione italiana alle culture africane. Dalla Magna Grecia al Brasile. Dall’Oriente alle Americhe. Ogni maschera racconta una comunità. Ogni volto racconta una storia. E, attraverso quelle storie, l’artista torna a interrogare l’identità dell’uomo.
La Calabria incontra la Magna Grecia
La scelta di presentare questo lavoro a Oppido Mamertina acquista un valore ancora più significativo considerando il legame della Calabria con la Magna Grecia. Questa terra è stata per secoli un punto d’incontro tra popoli, culture e civiltà. È anche una delle terre nelle quali affondano le radici del teatro occidentale. La maschera, nella tradizione antica, non era soltanto un elemento scenico. Era un simbolo. Poteva deformare il volto, nasconderlo e, allo stesso tempo, rivelare qualcosa della persona che la indossava. È proprio questo rapporto tra apparenza e identità a interessare Rocco Epifanio. La sua ricerca porta la maschera fuori dal teatro e la trasforma in una chiave per leggere culture e società.
L’oro diventa memoria
Nelle opere di Epifanio il metallo prezioso acquista una nuova funzione. Non è soltanto materia da lavorare. Diventa memoria. Diventa racconto. Diventa testimonianza. L’artista modella l’oro e gli altri metalli fino a trasformarli in piccoli frammenti di storia. In questo percorso si incontrano le maschere della tradizione italiana, ma anche immagini e simboli provenienti da culture lontane. La materia preziosa diventa così un filo capace di collegare territori differenti. Un filo che parte dalla Calabria e attraversa il mondo.
Un “Giro del Mondo” attraverso le maschere
Il progetto dedicato alle maschere era già stato presentato a Roma, nella suggestiva cornice di Via Giulia, presso gli spazi della libreria dell’editore Gangemi. Lì come oggi, il filo conduttore è il viaggio. Un viaggio geografico, ma soprattutto culturale. Le maschere raccontano usanze, riti, feste e credenze. Raccontano il modo in cui i popoli hanno rappresentato la vita, la morte, la paura, la gioia e il rapporto con il sacro. Per questo il lavoro di Epifanio può essere letto anche come una sorta di atlante dell’umanità.
Arte, territorio e identità
La mostra di Oppido Mamertina assume così un significato che va oltre l’esposizione artistica. È un’occasione per riscoprire il rapporto tra arte, territorio e identità. La Calabria diventa il punto di partenza di un percorso che attraversa il Mediterraneo e arriva molto più lontano. Le radici della Magna Grecia dialogano con culture africane, americane, brasiliane e orientali. Il risultato è un racconto fatto di metalli preziosi, maschere e simboli. Un racconto nel quale la memoria locale incontra la dimensione universale dell’arte.
Un appuntamento nel cuore dell’estate calabrese
L’inaugurazione ufficiale di “Frammenti e Trasmutazioni” è prevista per venerdì 21 agosto alle ore 21, nella suggestiva Sala degli Stemmi della Cattedrale cittadina. La mostra sarà visitabile fino a domenica 23 agosto. Per chi arriverà a Oppido Mamertina sarà quindi un’occasione per conoscere da vicino il lavoro di un artista che ha portato la propria terra nel mondo e che oggi torna a raccontarla attraverso l’oro e la materia. È anche un invito a guardare la Calabria attraverso una prospettiva diversa. Non soltanto una terra da visitare. Ma una terra da conoscere attraverso la sua memoria, le sue tradizioni, i suoi artisti e le sue storie.
Un filo d’oro che unisce il mondo
In fondo, è questo il significato più profondo della ricerca di Rocco Epifanio. Trasformare la materia in memoria. Trasformare la memoria in racconto. E trasformare il racconto in un ponte tra culture. Le sue maschere diventano così volti del mondo. I suoi monili diventano frammenti di storia. La sua arte diventa un viaggio. Un viaggio che parte da Oppido Mamertina, attraversa la Calabria e arriva lontano. Un sottile filo d’oro capace di unire luoghi, persone e tradizioni. Perché ogni territorio custodisce una memoria. E quando quella memoria riesce a diventare arte, può tornare a parlare al mondo.
INFO
“Frammenti e Trasmutazioni”
Rocco Epifanio – arte orafa e pittura
Dove: Palazzo Grillo, via Marino Zuco – Oppido Mamertina (RC)
Quando: 21–23 agosto
Inaugurazione: venerdì 21 agosto, ore 21
Luogo inaugurazione: Sala degli Stemmi della Cattedrale cittadina
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