C’è un’Italia che sul grande schermo continua a raccontare sé stessa. È l’Italia degli autori, degli attori, delle storie e di quella creatività capace di trasformare luoghi, emozioni e memoria in cinema. Al Festival del Cinema di Venezia 2026, l’eccellenza italiana torna protagonista. Dal 2 al 12 settembre, il Lido ospita l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, diretta da Alberto Barbera. Un appuntamento internazionale nel quale il cinema italiano porta in concorso cinque lungometraggi, affiancati da numerose presenze nelle altre sezioni. Per Italia da Gustare, Venezia diventa così anche un viaggio dentro una delle espressioni più preziose della cultura italiana.
Il cinema italiano guarda al mondo
La presenza italiana alla Mostra 2026 racconta una cinematografia tutt’altro che uniforme. Ci sono storie familiari, drammi personali, memoria storica, identità e conflitti interiori. In concorso arriva The Echo Chamber di Andrea Pallaoro, con Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon. Il film porta sullo schermo un progetto legato anche all’ultima opera firmata da Bernardo Bertolucci, autore del soggetto e della sceneggiatura insieme a Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi. È una presenza che richiama una delle grandi tradizioni del nostro cinema: quella capace di unire interpreti italiani e internazionali, autori di diverse generazioni e produzioni che superano i confini nazionali.
Nanni Moretti, una firma che appartiene alla storia del cinema
Tra i nomi più attesi c’è Nanni Moretti, che torna in concorso con Succederà questa notte, tratto da un’opera di Eshkol Nevo. Nel cast figurano Jasmine Trinca, Angela Finocchiaro, Elena Lietti e Louis Garrel, oltre allo stesso Moretti. Un gruppo di interpreti che rappresenta bene la ricchezza della scuola attoriale italiana contemporanea. Moretti è una delle figure che più hanno contribuito a definire il cinema italiano degli ultimi decenni. Il suo ritorno a Venezia assume quindi un significato che va oltre il singolo film. È il ritorno di un autore riconoscibile, capace di trasformare la dimensione privata in una riflessione più ampia sulla società, sui rapporti umani e sul tempo che cambia.
Vanessa Scalera e Lino Musella, una storia di famiglia
Un altro titolo italiano in concorso è Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis, con Vanessa Scalera, Lino Musella, Elena Radonicich, Ivana Lotito e Tommaso Ragno. Al centro c’è il rapporto tra una madre e un figlio. Una cena della vigilia diventa il luogo di una resa dei conti, dove affetti, ricordi e ferite del passato tornano a galla. È un cinema profondamente italiano nella sua capacità di partire dalla famiglia per parlare di sentimenti universali. E Vanessa Scalera, interprete di grande intensità, rappresenta una generazione di attrici che ha saputo conquistare il pubblico attraverso personaggi complessi, autentici e lontani dagli stereotipi.
Jasmine Trinca, Adriano Giannini e una famiglia sull’orlo del cambiamento
In concorso c’è anche L’estranea di Paolo Strippoli, con Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini, Valeria Bruni Tedeschi e Mariandrea Cesari. La storia ruota attorno alla caduta di una famiglia dell’imprenditoria barese ed è stata girata a Bari nell’estate del 2025. Ancora una volta il cinema italiano guarda alla provincia, alle famiglie e alle trasformazioni sociali. E lo fa attraverso interpreti che rappresentano generazioni diverse del nostro cinema.
Adriano Giannini e la memoria di una pagina drammatica
Adriano Giannini è protagonista anche di Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis, coproduzione Italia-Brasile. Il film segue Mariano Guerra, chiamato a tornare in Argentina per testimoniare nel processo contro i militari responsabili del suo sequestro e della sua tortura durante la dittatura. È una storia di memoria e responsabilità. Una storia che dimostra come il cinema italiano sappia affrontare anche le pagine più dolorose della storia contemporanea, trasformando la memoria individuale in racconto collettivo.
Toni Servillo, Pierfrancesco Favino e i grandi interpreti italiani
La forza del cinema italiano a Venezia non si ferma al concorso. Fuori concorso arriva Scherzetto di Mario Martone, con Toni Servillo e Lorenzo Perrotta. Servillo interpreta Daniele Mallarico, un illustratore che vive da anni in solitudine e che si trova a confrontarsi con il vivace nipote Mario. È un incontro tra generazioni, ma anche tra due mondi: quello dell’artista adulto e quello dell’infanzia. E Toni Servillo, uno degli interpreti italiani più riconosciuti a livello internazionale, torna ancora una volta a misurarsi con un personaggio capace di unire ironia, malinconia e profondità. A chiudere la Mostra sarà invece Dio ride di Giovanni Veronesi, con Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando, Alma Noce, Francesco Gheghi, Maurizio Lombardi e Paolo Rossi, con la partecipazione di Carlo Cecchi. Un cast che riunisce alcuni dei volti più importanti del cinema e del teatro italiano.
Da Alba Rohrwacher a Riccardo Scamarcio, le nuove generazioni
Il cinema italiano del 2026 non vive soltanto dei suoi grandi maestri. Nella sezione Orizzonti trova spazio Una storia, esordio alla regia di Anna Foglietta, con Alba Rohrwacher e Guido Caprino. Il film racconta il turbamento di una donna dopo la partenza della figlia, che lascia la casa per andare all’università. C’è poi Riccardo Scamarcio, protagonista de I figli della scimmia, esordio nel lungometraggio di finzione di Tommaso Landucci. Il film racconta la storia di un padre alle prese con la disabilità del figlio. Sono opere che mostrano un cinema italiano in movimento, pronto a dare spazio a nuovi registi e a linguaggi differenti.
Venezia, dove il cinema diventa cultura italiana
La Mostra non è soltanto un luogo di anteprime e red carpet. È anche uno spazio nel quale il cinema dialoga con la memoria, l’arte, la società e il pubblico. La Biennale dedica infatti una sezione anche al recupero e al restauro dei film classici, contribuendo alla conservazione della storia cinematografica e alla sua trasmissione alle nuove generazioni. Ed è proprio questo patrimonio a rendere il cinema italiano una delle grandi eccellenze culturali del nostro Paese. Dai maestri affermati ai giovani autori. Dai grandi interpreti alle nuove promesse. Dal cinema d’autore alle produzioni capaci di raggiungere il grande pubblico.
L’Italia che racconta l’Italia
Venezia 2026 offre dunque un’immagine particolarmente significativa del nostro cinema. Ci sono Nanni Moretti, Mario Martone, Edoardo De Angelis, Andrea Pallaoro, Paolo Strippoli e Marco Bechis. Ci sono Luca Marinelli, Jasmine Trinca, Toni Servillo, Vanessa Scalera, Adriano Giannini, Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando, Alba Rohrwacher e Riccardo Scamarcio. Nomi diversi, percorsi diversi, generazioni diverse. Ma tutti contribuiscono allo stesso racconto: quello di un cinema italiano ancora capace di emozionare, interrogare e sorprendere. E mentre il red carpet accende i riflettori sul Lido, Venezia ricorda una cosa semplice. Il cinema è una delle forme più autentiche attraverso cui l’Italia può raccontare al mondo la propria identità. Non soltanto una vetrina internazionale, dunque, ma una vera celebrazione delle eccellenze del cinema italiano. Per conoscere il programma completo della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, le proiezioni e gli appuntamenti ufficiali è possibile consultare il sito della Biennale di Venezia.

