Caserta tra enogastronomia rappresenta un mosaico affascinante di paesaggi agricoli, tradizioni millenarie e innovazione sociale. Qui, il clima mite e la fertilità dei terreni creano le condizioni ideali per un’agricoltura florida e una produzione agroalimentare di eccellenza. Questo contesto naturale ha permesso al Casertano di sviluppare nel tempo una forte identità legata alla terra e ai suoi frutti, diventando una delle realtà più significative della Campania.

Vitigni autoctoni e vini leggendari
Uno degli elementi più distintivi del territorio è la sua tradizione vitivinicola, che affonda le radici nell’epoca romana. Tra i protagonisti assoluti spicca il Falerno del Massico, un vino decantato dagli antichi e prodotto nell’Ager Falernus, tra il Monte Massico e il vulcano spento di Roccamonfina. Oggi questo vino è riscoperto e valorizzato grazie all’impegno dell’Azienda Villa Matilde Avallone, che ne ha ripreso la produzione con uve Aglianico, creando etichette premiate a livello nazionale.
Altri vitigni autoctoni arricchiscono il patrimonio enologico casertano:
-
Asprinio: a bacca bianca, perfetto per spumanti grazie alla freschezza e al basso tenore alcolico.
-
Pallagrello Bianco e Nero: amati dai Borbone, protagonisti della storica Vigna del Ventaglio, progettata da Luigi Vanvitelli.
L’alberata aversana: una viticoltura sospesa tra cielo e tradizione
Un simbolo di originalità del territorio è l’Alberata Aversana, un sistema di coltivazione della vite in verticale, in cui i tralci si arrampicano su pioppi vivi fino a 15 metri d’altezza. Questa tecnica spettacolare, ancora praticata per la produzione di Asprinio DOC, rappresenta un patrimonio immateriale da tutelare. I grappoli vengono raccolti manualmente da contadini che si arrampicano sugli “scalilli”, per poi calarli a terra nelle caratteristiche fescine in vimini.
Allevamenti d’eccellenza e biodiversità
Il territorio casertano tra enogastronomia e inclusione sociale si esprime anche attraverso l’allevamento, in particolare quello della bufala, da cui si ottiene la celebre Mozzarella di Bufala Campana DOP. Oltre al latticino, la carne di bufalo è apprezzata per le sue proprietà nutrizionali.
Altro fiore all’occhiello è il Maiale di razza Casertana, conosciuto anche come Pelatella. Privo di setole e con un mantello grigio ardesia, questo suino autoctono, allevato sin dall’epoca romana, rappresenta una risorsa genetica e culturale unica.
Caserta tra enogastronomia Sapori arcaici: formaggi e antiche tecniche di lavorazione
Sui rilievi dei Monti Trebulani e dei Colli Caprensi, la pastorizia continua a essere praticata secondo metodi tradizionali. Da qui nasce il Conciato Romano, uno dei formaggi più antichi d’Italia, prodotto da latte ovino e caprino e stagionato in anfore di terracotta. Questa tecnica di conservazione, di origine romana, conferisce al formaggio un profilo aromatico inconfondibile.
Colture tipiche: biodiversità da gustare
La ricchezza agricola del Casertano si manifesta in una serie di prodotti distintivi, alcuni già riconosciuti e altri in attesa di valorizzazione ufficiale:
-
Castagna di Roccamonfina IGP: coltivata su terreni vulcanici, è apprezzata per la dolcezza e la consistenza.
-
Mela Annurca IGP: croccante e acidula, considerata la “regina delle mele” campane.
-
Puparulillo ‘e ciumm: peperoncino verde coltivato lungo il fiume Volturno, in attesa di riconoscimento PAT.
-
Carciofo Capuanella: tenero e aromatico, disponibile da marzo a maggio.
L’olivicoltura è un altro settore di eccellenza con tre DOP attive: Terre Aurunche, Terre del Matese e Colline Caiatine. Da segnalare l’impegno dell’Azienda agricola Benedetta Cipriano, che coltiva in biologico la varietà Tonda del Matese e produce due oli extravergine di alta qualità: Koinè Monocultivar Bio e Koinè Olivaggio Bio.
La valorizzazione del territorio casertano passa anche attraverso esperienze virtuose che uniscono agricoltura e inclusione sociale. Durante la tappa del progetto Praesentia a Capua, sono stati presentati diversi esempi di successo:
Caserta tra enogastronomia
Cantina Vite Matta
Gestita dalla Cooperativa Eureka Onlus, coltiva Asprinio su terreni confiscati alla criminalità organizzata. Impiega persone svantaggiate in percorsi di formazione e riscatto.
Cooperativa Terra Felix
Promuove un modello agricolo sostenibile e inclusivo su un ettaro coltivato a ortaggi, uva e cereali. Il progetto “Saperi antichi, futuro etico” ha ricevuto il Premio MaSSimo – Maestro del Sapore Solidale 2025.
Fattoria Sociale Fuori di Zucca
Ha ottenuto lo stesso riconoscimento con il progetto “Un Fiore per la Vita”, favorendo l’integrazione di persone con disabilità ed ex detenuti.
Cooperativa Lazzarelle
Attiva nella Casa Circondariale femminile di Pozzuoli, offre formazione professionale e lavoro alle detenute nel settore della torrefazione e della ristorazione etica. Il progetto si intitola “Sapori di riscatto”.
Il Premio MaSSimo: valorizzare l’etica del gusto
Il Premio MaSSimo – Maestro del Sapore Solidale è parte del Piano Enogastronomico della Regione Campania, finanziato dal Fondo Sviluppo e Coesione 2021–2027. L’obiettivo è premiare le realtà che sanno coniugare qualità, sostenibilità e responsabilità sociale nel settore agroalimentare.

Caserta tra enogastronomia
Il territorio casertano tra enogastronomia e inclusione sociale è un esempio virtuoso di come la tradizione possa dialogare con l’innovazione e il riscatto sociale. Dai vitigni leggendari alle cooperative sociali, Caserta racconta una storia fatta di sapori autentici, saperi antichi e nuove speranze. Una terra da conoscere, tutelare e promuovere, per un futuro più giusto e sostenibile.

