Il progetto I Go Italian è stato presentato ufficialmente ieri mattina a Milano, negli spazi di Assolombarda, alla presenza di una platea di ristoratori e operatori provenienti da diversi Paesi. L’evento ha riscosso grande interesse nel settore del Food Italy nel mondo, grazie al riconoscimento UNESCO ottenuto dalla cucina italiana come Patrimonio Immateriale dell’Umanità.Per l’occasione era presente anche Dario Bordet, direttore di ItaliaDaGustare, che ha sottolineato il ruolo della rete nel raccontare e valorizzare la cultura gastronomica italiana oltre i confini nazionali.

Food Italy nel mondo dopo l’UNESCO
Il nuovo network nasce con un obiettivo preciso: trasformare il riconoscimento UNESCO della cucina italiana in un patrimonio vivo e condiviso. La prima targa I Go Italian era stata consegnata pochi giorni fa al Bisso Bistrot di Palermo, locale simbolo dove storia, tradizione e identità si intrecciano in modo naturale. A Milano, l’accento è stato posto sul fatto che la cucina italiana non è solo tecnica o ricette, ma un processo culturale fatto di narrazioni, gesti e comunità — cuore del Food Italy nel mondo.

Food Italy nel mondo: ambasciatori della tavola italiana
La presentazione ha riunito ristoratori e imprenditori che da anni promuovono la cucina italiana con autenticità nei rispettivi Paesi. Tra i partecipanti presenti o rappresentati:
- Vincenzo Andronaco (Amburgo), protagonista nel commercio e nella ristorazione italiana in Germania
- Celestino Drago (Los Angeles), pioniere della cucina contemporanea made in Italy negli Stati Uniti
- Michael Colomba (Boston), ideatore di Brelundi, modello di fast food ispirato alla tradizione siciliana
- Chef e gestori da Rotterdam, Berlino, Chicago, Melbourne e San Francisco
Le loro storie raccontano percorsi diversi ma uniti dalla stessa vocazione: rappresentare, ognuno a modo suo, il Food Italy nel mondo.
I Go Italian: visione e responsabilità
Come spiegano gli ideatori, Giovanni Callea e Davide Morici, la rete vuole valorizzare chi opera correttamente nel rispetto di etica, tradizione e qualità. Essere parte di I Go Italian significa assumere un impegno: custodire un patrimonio vivo, raccontarlo e arricchirlo ogni giorno. La missione della Fondazione Made in Sicily ETS, promotrice del progetto, è radicata nel concetto di identità. Salvaguardare le radici non vuol dire guardare indietro, ma trasformare memoria e metodo in energia creativa per il futuro. L’organizzazione non è nuova ad azioni internazionali: ha già lavorato a Los Angeles, New York, Tokyo e Singapore, accompagnato missioni istituzionali e animato eventi culturali globali.
Ristoratori italiani al centro di I Go Italian
La presentazione ha messo in luce un elemento chiave: sono i ristoratori i veri narratori dell’identità gastronomica italiana. Attraverso menu, prodotti, ricerca, accoglienza e racconto, rendono visibile ciò che l’UNESCO ha riconosciuto. Durante l’incontro, Dario Bordet ha evidenziato come il settore della ristorazione sia oggi uno dei primi vettori culturali dell’Italia all’estero. Non solo cucina ma turismo esperienziale, storytelling, export, filiera e sostenibilità fanno parte del sistema Italia raccontato dalla tavola.
Food Italy nel mondo: prospettive e nuovi sviluppi
La rete I Go Italian è destinata ad ampliarsi rapidamente. Oltre a ristoranti, pizzerie e gelaterie, stanno entrando nel progetto botteghe agroalimentari, aziende agricole, produttori locali e realtà impegnate nella valorizzazione dei territori. Secondo gli organizzatori, il riconoscimento UNESCO non deve rimanere un titolo orgoglioso ma diventare un motore di sviluppo. Milano, con questo primo appuntamento, ha acceso il riflettore su una comunità che lavora ogni giorno per costruire e raccontare il Food Italy nel mondo.

ItaliaDaGustare e la missione culturale della cucina
Il debutto di I Go Italian conferma quanto la cucina sia oggi uno strumento strategico per promuovere l’Italia nel mondo. Tradizioni regionali, ingredienti d’origine, memoria familiare e creatività contemporanea convivono in un racconto collettivo che supera geografie e generazioni. ItaliaDaGustare seguirà i futuri passi del progetto, convinta che il cibo continui a essere una delle più potenti ambascerie culturali del nostro Paese.
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