Dentro al Gusto Italiano

Editoriali a cura del Direttore DARIO BORDET (bordet@le-roy.it)
Inverno lento: cioccolato da record e Olimpiadi del food
Inverno, il tempo giusto per rallentare L’inverno invita a fare spazio al silenzio e ad ascoltare meglio le storie. Anche quelle che passano dalla tavola. Questa settimana Italia da Gustare ti accompagna dentro il gusto italiano partendo da un’idea semplice: rallentare. Tra neve, ospitalità diffusa e grandi eventi raccontati dal punto di vista del food, il cibo diventa una lente per leggere il presente con più attenzione. Turismo lento invernale: neve, silenzio e accoglienza Il turismo lento trova nell’inverno la sua dimensione ideale. Borghi ovattati dalla neve, camini accesi e tavole che scaldano. Nei nostri articoli raccontiamo un modo di viaggiare che privilegia il tempo, l’incontro e la qualità dell’esperienza. L’ospitalità diventa parte del racconto gastronomico, insieme ai prodotti stagionali e alle cucine territoriali. È un invito a scoprire l’Italia senza fretta, seguendo il ritmo naturale dei luoghi. (Link interno consigliato:https://www.italiadagustare.it/carnevali-emilia-romagna-gusto-tradizione-2026/ – sezione Territori) Il Treno di cioccolato: quando il gusto entra nel Guinness Tra le curiosità della settimana spicca il Treno di cioccolato entrato nel Guinness World Records. Un progetto che unisce precisione tecnica, creatività e passione artigianale. Non è solo un primato. È il racconto di come il cioccolato possa diventare linguaggio culturale e spettacolare, capace di parlare a pubblici diversi. Una storia che merita di essere letta con lo stesso stupore con cui è stata realizzata. (Link interno consigliato: https://www.italiadagustare.it/treno-di-cioccolato-record-52-metri-di-pura-golosita-artigianale-guinness-world-records-e-solidarieta-scopri-levento/sezione News) Olimpiadi Milano Cortina: il food come racconto dei territori Le Olimpiadi Milano Cortina si avvicinano e il cibo entra in scena come protagonista silenzioso ma fondamentale. Menu sostenibili, prodotti locali e filiere attente raccontano i territori olimpici prima ancora delle gare. Nei nostri approfondimenti esploriamo come il food possa diventare parte dell’esperienza olimpica, lasciando un’eredità culturale che va oltre l’evento sportivo. (Link interno consigliato:https://www.italiadagustare.it/milano-cortina-2026-cerimonia-inaugurale-emozione/ – sezione Eventi) Buona lettura, con calma Questo editoriale è un invito gentile a scegliere, leggere e gustare. Dentro al gusto italiano, l’inverno è la stagione ideale per storie che scaldano e restano. Il direttore
Dentro al gusto italiano: settimana tra idee, sapori e nuovi percorsi
Dentro al gusto italiano e …Buona settimana, Dentro al gusto italiano, questa settimana ti portiamo in viaggio tra due città dove il gusto diventa racconto e cultura. A Bergamo nasce Gourmantico, un evento unico che fa del cibo un linguaggio vivo, fatto di storie, emozioni e incontri autentici. Qui chef e artigiani dialogano con chi ama scoprire e assaporare. Se vuoi conoscere meglio Bergamo e i suoi sapori, dai un’occhiata a Visit Bergamo. Milano, invece, ci invita a scoprire I GO ITALIAN, un progetto nato negli spazi di Assolombarda che collega imprese, territori e viaggiatori. È un invito a rallentare, ascoltare e riscoprire le radici del gusto italiano. Per esplorare la Lombardia e i suoi itinerari, visita il sito della Regione Lombardia. Insieme, questi progetti ci ricordano quanto la cucina italiana sia una storia viva, fatta di persone, tradizioni e innovazioni. Se vuoi rimanere aggiornato su queste e altre iniziative, continua a seguirci su Italia da Gustare. A presto,Dario Bordet
Epifania: il cibo che racconta l’Italia
C’è un giorno, dopo le feste, che non chiude ma trasforma.L’Epifania arriva piano, porta via il rumore e lascia spazio ai gesti. In cucina, soprattutto. È qui che il cibo diventa racconto, memoria condivisa, ultimo abbraccio delle feste. In molte case italiane non è solo una data sul calendario, ma un rito che profuma di dolce, di forno acceso e di tavole che resistono al tempo. Mangiare all’Epifania significa salutare il Natale senza fretta.È un momento sospeso, dove le tradizioni regionali parlano ancora forte. E lo fanno con semplicità. Dolci dell’Epifania: simboli da assaggiare Il cibo dell’Epifania è quasi sempre dolce.Non per caso. Il dolce consola, chiude e accompagna. In Veneto si prepara la fugassa, semplice e profumata. In Piemonte resiste la galette, con la sorpresa nascosta. Al Sud dominano i cicirata, le pittule, i mostaccioli e i dolci fritti, dorati come promesse. Ogni ricetta ha una storia.Spesso nasce dal riuso degli ingredienti rimasti. Zucchero, miele, frutta secca. Nulla si spreca. Tutto si trasforma. È una cucina domestica, lenta, profondamente italiana. 👉 Altri racconti sulle tradizioni regionali sono disponibili suhttps://www.italiadagustare.it La Befana come figura di cucina La Befana non vola solo sui tetti.Vive nelle credenze, nei cassetti delle nonne, nelle mani che impastano. È una figura popolare, imperfetta e accogliente. Porta doni semplici, come faceva una volta il cibo: nutrire e rassicurare. In molte regioni, il pranzo dell’Epifania è l’ultimo convivio festivo.Si mangia insieme ciò che resta, ma anche ciò che si prepara apposta. È un gesto collettivo, che parla di comunità e continuità. Di una cucina che non ha bisogno di essere spettacolare per essere vera. Tradizione e identità a tavola Il food dell’Epifania racconta l’identità italiana meglio di molte parole. È fatto di gesti ripetuti, ricette tramandate, varianti locali. Ogni territorio aggiunge un dettaglio. Ogni famiglia una sfumatura. Queste tradizioni non sono ferme.Cambiano, si adattano, ma non scompaiono. Continuano a vivere perché hanno senso. Perché parlano di casa, di tempo condiviso e di stagioni che passano. Su Italia da Gustare raccontiamo questo patrimonio vivo, fatto di sapori e persone, non solo di piatti. Un invito alla lettura e alla memoria Raccontare l’Epifania nel food italiano significa fermarsi un attimo. Significa ascoltare ciò che resta dopo le feste. In quel resto c’è molto. C’è la cultura del riuso, il valore della lentezza, il piacere dello stare insieme. Leggere di queste tradizioni è un modo per tenerle vive. Prepararle, anche. Perché il cibo non è solo nutrimento. È racconto, identità e futuro che passa dalle mani. E forse, proprio all’Epifania, l’Italia si riconosce di più.
Turismo italiano nel mondo: segnali positivi di un Paese in crescita
Un nuovo racconto del turismo italiano nel mondo Il turismo italiano nel mondo continua a essere sinonimo di qualità, bellezza e autenticità. Negli ultimi anni, l’Italia ha rafforzato la propria posizione tra le destinazioni più desiderate dai viaggiatori internazionali, non solo grazie alle città d’arte iconiche, ma soprattutto attraverso un’offerta diffusa che valorizza territori, comunità e tradizioni.Oggi il turismo non è più solo una questione di numeri, ma di esperienze significative. È proprio su questo terreno che l’Italia sta raccogliendo risultati positivi, intercettando una domanda globale sempre più orientata alla sostenibilità, alla lentezza e al contatto autentico con i luoghi. Turismo esperienziale: l’Italia come modello internazionale Uno dei dati più incoraggianti per il turismo italiano nel mondo è la crescita costante del turismo esperienziale. I viaggiatori stranieri scelgono l’Italia per vivere esperienze concrete: dormire in un borgo storico, partecipare a una vendemmia, seguire un corso di cucina regionale, esplorare un territorio accompagnati da chi lo vive ogni giorno. Questo approccio genera valore economico e culturale, soprattutto per le aree meno battute dal turismo di massa. Borghi, aree interne e piccoli comuni diventano così protagonisti di una nuova narrazione turistica, capace di distribuire i flussi e rafforzare l’identità locale. Enogastronomia italiana: un motore turistico globale Il successo del turismo enogastronomico è uno dei fattori chiave della reputazione dell’Italia all’estero. Cucina regionale, prodotti certificati DOP e IGP, vini, oli extravergine di oliva e tradizioni contadine trasformano il viaggio in un’esperienza culturale completa. Nel turismo italiano nel mondo, il cibo non è solo un’attrazione, ma un linguaggio universale. Festival gastronomici, itinerari del gusto, strade del vino e dell’olio attirano visitatori da Europa, Stati Uniti e Asia, rafforzando il legame tra territori e qualità della vita. Turismo sostenibile e lento: una scelta vincente Sempre più viaggiatori internazionali scelgono destinazioni che rispettano l’ambiente e promuovono uno stile di vita equilibrato. In questo scenario, l’Italia si distingue per la ricchezza di parchi naturali, riserve marine, ciclovie, cammini storici e percorsi naturalistici.Il turismo italiano nel mondo viene oggi percepito come un modello possibile di sostenibilità, dove la tutela del paesaggio si integra con l’accoglienza e lo sviluppo economico. Un turismo che non consuma, ma rigenera e crea relazioni durature con i territori. Il ritorno del turismo delle radici Un altro segnale estremamente positivo riguarda la crescita del turismo delle radici. Milioni di persone di origine italiana nel mondo riscoprono i luoghi di famiglia, i paesi d’origine e le tradizioni dei propri avi. Questo segmento del turismo italiano nel mondo ha un forte valore emotivo e culturale. Favorisce soggiorni più lunghi, un rapporto profondo con le comunità locali e una riscoperta autentica dell’identità italiana, soprattutto nei piccoli centri. Imprese turistiche italiane: innovazione e autenticità Il successo del turismo italiano nel mondo è sostenuto anche da una rete di imprese sempre più dinamiche. Agriturismi evoluti, ospitalità diffusa, giovani imprenditori e realtà locali capaci di unire tradizione e innovazione digitale stanno rendendo l’offerta italiana più competitiva. La capacità di raccontare il territorio, utilizzare strumenti digitali e mantenere un’accoglienza autentica è oggi uno dei punti di forza dell’Italia nel panorama turistico internazionale. Italia da Gustare: raccontare l’Italia che funziona Italia da Gustare nasce per raccontare proprio questa Italia: concreta, autentica, profondamente legata ai territori. Un’Italia che nel turismo trova non solo un settore economico strategico, ma un modo per valorizzare cultura, paesaggio e persone. Il turismo italiano nel mondo continua a crescere perché sa rinnovarsi senza perdere la propria anima. È questa la sfida vinta: trasformare la bellezza in esperienza, la tradizione in futuro, l’ospitalità in valore condiviso. Un racconto che merita di essere ascoltato, vissuto e, soprattutto, gustato. Auguri Buon 2026!
Capodanno 2025: piatti della tradizione, vini d’eccellenza
Il Capodanno 2025 si avvicina e, come ogni anno, la tavola diventa protagonista assoluta della notte di San Silvestro. Tra riti scaramantici, ricette regionali e brindisi augurali, il cibo non è solo convivialità, ma anche racconto del territorio, memoria e identità. In tutta Italia, il passaggio al nuovo anno si celebra soprattutto a tavola, con piatti simbolici e vini scelti con cura. Se le modalità di festeggiamento cambiano, il legame tra Capodanno e gastronomia resta invece saldo, arricchendosi di nuove tendenze che dialogano con la tradizione. I piatti simbolo del Capodanno 2025 Tra le certezze del Capodanno 2025, le lenticchie occupano ancora un posto centrale. Da Nord a Sud, accompagnate da cotechino o zampone, rappresentano il piatto augurale per eccellenza, simbolo di prosperità e abbondanza. In molte case italiane, la loro preparazione segue ricette tramandate da generazioni, con piccole varianti locali. Accanto ai grandi classici, resistono i piatti delle feste regionali: paste ripiene, timballi, arrosti e preparazioni elaborate che raccontano un’Italia gastronomica fatta di territori e stagioni. Sempre più diffusa è anche la scelta di menu degustazione domestici, ispirati all’alta cucina ma adattati a un contesto conviviale. Capodanno 2025 e cucina di mare In molte zone costiere, il Capodanno 2025 si apre sotto il segno del pesce. Il cenone di mare continua a essere una scelta molto apprezzata, con crudi, primi delicati e secondi a base di crostacei o pescato locale. Una tradizione che si rinnova, privilegiando materie prime fresche e preparazioni più leggere, in linea con una maggiore attenzione all’equilibrio a tavola. La cucina di mare diventa anche occasione per valorizzare prodotti ittici meno noti, riscoprendo ricette tradizionali legate ai porti e alle comunità costiere italiane. I vini del brindisi: tra bollicine e grandi rossi Il brindisi di mezzanotte resta uno dei momenti più attesi del Capodanno 2025. Le bollicine italiane si confermano protagoniste, dal Prosecco ai Metodo Classico, fino ai grandi spumanti regionali che raccontano la ricchezza vitivinicola del Paese. Accanto alle bollicine, cresce l’attenzione verso vini fermi di struttura, scelti per accompagnare piatti importanti del cenone. Rossi eleganti e bianchi complessi trovano spazio sulle tavole, spesso selezionati per valorizzare produzioni locali e cantine di territorio. Sempre più diffusa anche la curiosità verso etichette biologiche e sostenibili, in linea con una sensibilità che coinvolge anche il mondo del vino. Nuove tendenze food & wine per il Capodanno 2025 Tra le novità del Capodanno 2025, emerge un approccio più consapevole alla cucina delle feste. Molti scelgono menu più essenziali, riducendo gli sprechi e puntando sulla qualità delle materie prime. Si diffondono anche proposte vegetariane e reinterpretazioni creative dei piatti tradizionali. Cresce l’interesse per i prodotti artigianali, dai lievitati da ricorrenza ai dessert da fine pasto, spesso acquistati direttamente da piccoli produttori locali. Il Capodanno diventa così un’occasione per sostenere filiere corte e realtà gastronomiche di eccellenza. Capodanno 2025: la tavola come rito collettivo Che si tratti di un grande cenone o di una cena più intima, il Capodanno 2025 conferma il ruolo centrale della tavola come luogo di incontro e condivisione. Il cibo accompagna il passaggio al nuovo anno con gesti antichi e nuovi, tra ricette simboliche e abbinamenti enologici studiati. In un contesto che cambia, il gusto resta un punto fermo: racconta il territorio, unisce le persone e trasforma la notte di San Silvestro in un’esperienza da ricordare, un piatto e un calice alla volta. Il gusto della settimana : Gentili Lettrici e lettori
