Chioggia Duchessa delle Acque

Chioggia duchessa delle acque

Chioggia non è una regina, né una principessa. È troppo concreta per esserlo. Non è una dea, come Venezia nei quadri di Tiepolo, e nemmeno una marchesa: Chioggia non ha confini, ma un’identità forte e viva. Il titolo che le calza meglio è “Duchessa”: elegante, fiera, combattiva. Una città che non si è mai arresa, neppure davanti a potenze più grandi.

Ancora oggi Chioggia è così. Simile a Venezia, ma profondamente diversa. Non è solo laguna: è anche terraferma, pescatori, contadini, famiglie che lavorano. Mentre Venezia si svuota di abitanti e diventa sempre più un museo a cielo aperto, Chioggia resta viva, con oltre 50.000 persone che ci vivono, lavorano e credono nel futuro.

Oggi Venezia ha meno residenti di Chioggia. Molti veneziani si sono trasferiti altrove. La città si è trasformata in una meta turistica di massa, mentre Chioggia resta autentica. La sua laguna non è solo una cartolina: è vita quotidiana, natura, lavoro.

Visto dall’alto, il centro storico di Chioggia è chiaro: Corso del Popolo corre dritto come una spina dorsale, affiancato dal Canal Vena. Attorno, calli e vicoli raccontano secoli di storia. Chioggia è acqua, ma anche terra. Qui convivono fiumi, mare e laguna: un intreccio unico che dà vita a un paesaggio speciale.

L’acqua dolce dei fiumi arriva dalla terraferma, quella salata dal mare. Poi c’è l’acqua salmastra della laguna, con sfumature di colore e odore inconfondibili. Il Ponte di Vigo è il punto ideale per osservarla. Attorno, simboli come leoni, gatti e colonne ricordano la storia della città.

Chioggia ha sempre saputo valorizzare la terra. L’agricoltura è importante quanto la pesca. I suoi prodotti servivano il territorio vicino, non solo Venezia. E molto prima che Sottomarina diventasse una località balneare, era già un centro agricolo vivo.

Il mare, per Chioggia, significa pesca. I suoi abitanti sono pescatori da generazioni. La loro flotta è tra le più grandi del nord Adriatico. Il mercato del pesce è efficiente, autentico e animato. Le barche tradizionali hanno lasciato spazio ai pescherecci moderni, ma la cultura del mare è rimasta intatta. Chioggia ha saputo difendere la propria economia ittica meglio di tante altre località costiere.

Chioggia è anche punto di partenza per splendidi itinerari. Da qui si può andare in bicicletta o in barca verso Cà Roman, Pellestrina, Malamocco e il Lido di Venezia. In breve tempo si raggiungono i Giardini e l’Arsenale, sedi delle Biennali, oppure si può perdersi nelle calli di Venezia. Ma chi parte da Chioggia ha uno sguardo diverso: concreto, consapevole, autentico.

Dal mare partono anche escursioni verso la costa e l’alto Adriatico. A volte si avvistano delfini. Queste rotte raccontano antichi commerci con l’Oriente, i rapporti con il mondo arabo e la rivalità con Genova, che culminò nell’assedio del 1379. Tracce di quel passato restano nei nomi, nei ricordi, nelle tradizioni.

Anche l’acqua dolce ha un ruolo importante. I fiumi che scorrono vicino a Chioggia, come il Gorzone, sono ideali per escursioni in bici o in barca. Conducono al delta del Po, un’area ricca di natura, cultura e agricoltura sostenibile. I boschi della Mesola, per esempio, sono un’oasi verde poco distante.

Chioggia duchessa delle acque

E poi c’è il mare per chi cerca relax. Le spiagge di Cà Roman, Sottomarina e Isola Verde offrono natura, servizi e tranquillità. I venti che soffiano da queste parti – carichi di iodio – sono conosciuti da secoli per i loro effetti benefici.

Chioggia è al centro di un’area turistica che va dalla laguna di Venezia al delta del Po. Un territorio con potenzialità enormi, oggi più che mai. Un gruppo di giovani imprenditori locali – tra cui Carmela D’Apice, Morgan Villan, Francesca Bertaglia e Giulia Boscolo – ha deciso di investire in questa visione. Con passione, competenza e creatività, stanno costruendo un nuovo modo di fare turismo: più sostenibile, rispettoso e innovativo.

Le realtà locali non mancano. Ci sono imprese come “ca.sa.check.s.r.l.s.” che gestisce numerose strutture ricettive, e locali come “Bacaro da Morgan” o “Do Ombre” che valorizzano la gastronomia del territorio. Ma tutto questo non basta da solo. Serve un progetto più ampio, condiviso, in cui pubblico e privato collaborino.

C’è bisogno di infrastrutture, trasporti efficienti, servizi sanitari all’altezza, arredi urbani curati, valorizzazione dell’arte e della storia. Solo così Chioggia potrà esprimere tutto il suo potenziale e competere a livello internazionale.

Oggi il turismo guarda lontano, verso mete esotiche. Ma Chioggia ha tutto per diventare una destinazione di qualità. Serve solo crederci davvero. Serve che la “montagna” – cioè le istituzioni – si muova verso “Maometto”, cioè verso i cittadini e gli imprenditori che ogni giorno credono in questo territorio.

Chioggia, Duchessa delle Acque, è pronta.

Chioggia duchessa delle acque

Servizio a cura di Sergio Bevilacqua

Related Post