Taste Tomorrow 2026, gli italiani vogliono gusto e benessere

Taste Tomorrow 2026

A Torino  Taste Tomorrow 2026 racconta un’Italia che a tavola non vuole più scegliere tra gusto e benessere. Gli italiani cercano prodotti da forno più salutari, ma senza rinunciare al piacere, alla convivialità e alla scoperta di nuovi sapori. È questa una delle indicazioni più interessanti emerse dalla ricerca internazionale di Puratos, presentata a Torino durante il BCI Experience 2026. Il dato più significativo riguarda proprio il rapporto tra salute e piacere: l’81% degli italiani preferisce prodotti da forno più salutari, senza ridurre i consumi né rinunciare alle occasioni in cui li mangia. Una percentuale molto più alta rispetto alla media europea, che si ferma al 53%, e a quella mondiale, al 58%.

Il food italiano cerca benessere senza rinunciare al piacere

Il cambiamento riguarda soprattutto il modo in cui gli italiani guardano al cibo. La salute entra sempre più nelle scelte quotidiane, ma non significa rinuncia. Il consumatore vuole continuare a mangiare pane, dolci e prodotti da forno, cercando però ingredienti, caratteristiche e proposte percepite come più equilibrate.  L’attenzione è forte anche verso il benessere intestinale. Secondo Taste Tomorrow, l’81% degli italiani è interessato ad alimenti che possano favorirlo, contro il 61% della media europea. Quando si sceglie il pane, vengono osservati soprattutto equilibrio nutrizionale, ingredienti naturali e caratteristiche legate al benessere. Ma c’è un elemento che continua a vincere su tutti: la freschezza. Nella scelta del pane è infatti ancora il primo criterio, davanti al gusto e al prezzo.

Nuovi sapori, ma il cuore resta nella tradizione

Il consumatore italiano è curioso. Il 68% vuole provare combinazioni di gusto nuove o insolite, mentre il 67% è interessato a sapori provenienti da altre parti del mondo. La cucina asiatica è tra le influenze più forti. Cresce l’interesse per ingredienti come matcha, yuzu, sesamo nero e miso, mentre nuove consistenze conquistano il mondo della panificazione. Tra queste c’è lo shokupan, il morbido pane in cassetta giapponese. La voglia di sperimentare, però, non cancella la tradizione. Al contrario, il lievito madre continua a conquistare spazio. Le ricerche online sull’impasto per pizza a lievito madre sono aumentate del 206%, mentre quelle sulla focaccia sono cresciute del 144%. È una tendenza che racconta bene il rapporto degli italiani con il cibo: innovare sì, ma senza perdere il legame con la propria storia gastronomica.

Il panificio resta il luogo della qualità

Per il consumatore italiano il pane non è soltanto un alimento. È anche un prodotto legato al territorio, alla freschezza e all’artigianalità. Il 70% degli italiani preferisce prodotti realizzati da artigiani in un negozio locale. Il 75% sceglie inoltre prodotti da forno legati a ricette o metodi di produzione autentici. E la qualità viene riconosciuta prima ancora di leggere un’etichetta. Il profumo è il principale segnale indicato dagli intervistati, seguito dalla consistenza e dall’aspetto. Sono caratteristiche semplici, ma decisive. Il pane appena sfornato, la crosta, la consistenza della mollica e il profumo diventano parte dell’esperienza gastronomica. È anche per questo che il consumatore è disposto a spendere di più per freschezza, naturalità e artigianalità.

Dal pane allo snack, il food cambia ritmo

Anche i momenti del consumo stanno cambiando. Lo snack entra sempre più nella giornata e supera i confini tradizionali della merenda. Secondo i dati presentati al BCI Experience, il 60% della Generazione Z e il 58% dei Millennial fa uno spuntino più di una volta al giorno. Crescono così prodotti capaci di accompagnare momenti diversi, anche attraverso combinazioni tra dolce e salato. Il food diventa più flessibile. Cambiano gli orari, cambiano le occasioni e cambiano anche le aspettative.

Sostenibilità, il gusto guarda anche al futuro

Il consumatore presta attenzione anche all’origine e all’impatto dei prodotti. Il 67% degli italiani è interessato ad alimenti provenienti da agricoltura sostenibile, mentre il 64% cerca prodotti che garantiscano un prezzo equo agli agricoltori. Le priorità cambiano a seconda degli alimenti. Per il pane è centrale la riduzione degli sprechi. Per la pasticceria cresce l’attenzione verso confezioni più sostenibili. Nel cioccolato diventa importante la sostenibilità della filiera del cacao. Il tema si inserisce in un mercato in cui il prezzo continua comunque a pesare sulle scelte delle famiglie. Nel Rapporto annuale 2026, ISTAT rileva che nel 2025 la spesa reale per alimentari e bevande non alcoliche è cresciuta dello 0,2% rispetto al 2024, ma resta ancora inferiore ai livelli del 2019.

La nuova frontiera del food

I dati di Taste Tomorrow raccontano quindi un consumatore italiano curioso, ma anche selettivo. Vuole provare nuovi sapori, ma cerca riferimenti familiari. Guarda alla salute, ma non vuole rinunciare al piacere. Apprezza l’innovazione, ma continua a riconoscere il valore dell’artigianalità. È questa forse la tendenza più interessante del food contemporaneo: non scegliere tra tradizione e innovazione, ma portarle insieme nel piatto. Dal pane al dolce, dal lievito madre ai sapori internazionali, il futuro del gusto italiano sembra passare proprio da qui: prodotti più consapevoli, esperienze nuove e un legame sempre forte con la qualità. E il messaggio di Taste Tomorrow è chiaro: il cibo del futuro dovrà essere buono, curioso, autentico e sempre più vicino alle nuove esigenze di chi lo porta in tavola.

 

 

http://www.puratos.it

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