Nel cuore di Alassio, lungo il celebre Budello, il cibo di strada cambia passo. Non più soltanto una pausa veloce, ma un modo per incontrare il territorio attraverso ingredienti, ricette, produttori e storie. È questa l’idea di Al Marinaro, il progetto nato nell’agosto 2025 dall’intuizione di Rodolfo Di Laghi ed Elisa Praino, coppia nella vita e nell’impresa. Un’insegna che sceglie di definirsi “street good” e che porta nel cuore della Riviera ligure una proposta costruita attorno alla filiera corta, alla stagionalità e alla valorizzazione delle produzioni locali.
Al Marinaro, quando lo street food diventa racconto
Nel Budello di Alassio, Al Marinaro si presenta come un luogo informale, ma con una precisa idea di cucina. La rapidità del cibo di strada incontra una maggiore attenzione alla materia prima. È proprio questo equilibrio a caratterizzare il progetto. Da una parte c’è la voglia di offrire qualcosa di semplice, immediato e adatto a una pausa durante una passeggiata. Dall’altra c’è il desiderio di dare valore a ciò che finisce nel piatto. La storia professionale di Rodolfo Di Laghi aiuta a comprendere questa impostazione. Ex velista professionista, con un passato nella Nazionale, Di Laghi ha studiato Scienze e Tecnologie Alimentari a Udine. Successivamente ha maturato esperienza nel controllo qualità per il gruppo Coop, tra Friuli e Romagna. Un percorso scientifico e professionale che si è intrecciato con una sensibilità gastronomica ispirata anche al pensiero di Carlin Petrini. Il fondatore di Slow Food ha contribuito a sviluppare una diversa idea del rapporto tra cibo, territorio e comunità. Tra i suoi progetti figura anche la nascita dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Da questa visione nasce l’idea di Al Marinaro come “porto sicuro per il momento sacro del pasto”.

La Barcaccia, la firma gastronomica di Al Marinaro
Il cuore della proposta è la Barcaccia, interpretazione ligure della schiacciata toscana. La base è leggera e croccante. La sua struttura è pensata per accogliere farciture espresse, stagionali e capaci di valorizzare gli ingredienti. Il menu parte dalle combinazioni più tradizionali e si apre poi a proposte creative. Tra queste c’è la Miss Muretto, omaggio a uno dei simboli della storia di Alassio. C’è poi la Signature Al Marinaro, la proposta che rappresenta maggiormente l’identità dell’insegna. Tra gli assaggi spicca anche l’abbinamento con pesche fresche, Brie e Crudo di Parma. Un gioco tra dolce e salato che porta freschezza e contrasto all’interno della Barcaccia. Anche le bevande seguono la stessa filosofia. Infusi e limonate artigianali vengono preparati e sigillati al momento in lattine trasparenti, lasciando il prodotto visibile. Le combinazioni spaziano dal classico limone e basilico alla pesca fredda, fino al particolare incontro tra matcha, menta e liquirizia.
Il territorio entra nel piatto
La vera chiave del progetto è però il rapporto con il territorio. Al Marinaro costruisce la propria proposta attraverso una rete di collaborazioni con produttori e realtà locali. Ci sono le primizie dell’azienda agricola di famiglia. Ci sono le produzioni DOP, il Basilico Genovese DOP, i salumi e i formaggi artigianali. Il Basilico Genovese DOP è una delle eccellenze identitarie della Liguria. La Regione Liguria ne sottolinea il valore culturale e territoriale, oltre alla sua importanza nel patrimonio agroalimentare regionale. Nel percorso di Al Marinaro trovano spazio anche le conserve dell’azienda La Gallinara di Villanova d’Albenga e le selezioni della Distilleria Salsano di Albenga. Il filo conduttore è quindi la ricerca di una relazione più diretta con le produzioni del territorio. Un approccio che si inserisce in una Liguria dove gastronomia, prodotti tipici e identità locale sono sempre più legati anche al turismo esperienziale. La stessa Regione indica nelle produzioni agroalimentari uno degli elementi attraverso cui raccontare e promuovere il territorio.
Una Liguria raccontata anche nei dettagli
La filosofia di Al Marinaro non riguarda soltanto quello che si mangia. Anche l’immagine del locale contribuisce al racconto. La brigata dispone di sette divise differenti, una per ogni giorno della settimana. A realizzarle è la Bottega Lucarda di Genova, storica sartoria specializzata negli abiti da lavoro per i portuali della città. Un dettaglio che richiama immediatamente il mondo marinaro. E proprio il mare diventa il filo invisibile che attraversa il progetto.
- Il nome Al Marinaro.
- La tradizione portuale.
- La scelta delle divise.
- Il rapporto con una terra stretta tra costa e entroterra.
- Tutto concorre a costruire un’identità riconoscibile.
Alassio, una pausa di gusto nel cuore della Riviera
Al Marinaro prova così a interpretare il cibo di strada in una chiave diversa. La formula rimane informale. Il racconto, però, è più ampio. Parla di Liguria, di produttori, di materie prime e di una cultura gastronomica che continua a rinnovarsi senza perdere il legame con le proprie origini. È questa la particolarità del progetto nato nel Budello di Alassio. Una Barcaccia può diventare il punto di partenza per conoscere sapori e prodotti. Una bevanda preparata al momento può raccontare un’altra sfumatura della stessa filosofia. E persino una divisa può richiamare una parte della storia della città e della sua vocazione marinara. In questo senso, Al Marinaro non è soltanto street food. È un piccolo racconto gastronomico della Liguria, costruito nel cuore di Alassio. Un luogo dove fermarsi per mangiare qualcosa, ma anche per scoprire un modo contemporaneo di portare il territorio nel piatto.

Al Marinaro
Via Vittorio Veneto 103, Alassio
www.almarinaro.it
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