Salumi Piacentini DOP e Focaccia di Recco, il patto del gusto

Salumi Piacentini DOP

Tra la Val Trebbia e il Golfo Paradiso nasce un incontro che mette insieme due territori e quattro eccellenze certificate. A Recco, i Salumi Piacentini DOP e la Focaccia di Recco col formaggio IGP sono stati protagonisti di “Sapori in Paradiso”, un appuntamento dedicato alla cultura del gusto, alla formazione e alla valorizzazione delle produzioni di qualità.  Cooking show, masterclass, degustazioni e momenti di approfondimento hanno raccontato il valore delle certificazioni europee e il ruolo sempre più importante dei Consorzi nella tutela delle produzioni legate al territorio.

Dalla Val Trebbia al Golfo Paradiso

Esiste una terra dalla tradizione salumiera profondamente radicata, la provincia di Piacenza. E c’è una città, Recco, conosciuta in Italia e nel mondo per la sua celebre focaccia col formaggio.  A collegare idealmente questi due territori è la Val Trebbia, una valle che rappresenta una naturale cerniera geografica tra il piacentino e la Liguria. È in questo scenario che il Consorzio di Tutela Salumi DOP Piacentini e il Consorzio della Focaccia di Recco col formaggio IGP hanno rinnovato la collaborazione con “Sapori in Paradiso”.  L’iniziativa, realizzata con il contributo del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, ha avuto l’obiettivo di raccontare e valorizzare quattro eccellenze tutelate dall’Unione Europea: Coppa Piacentina DOP, Pancetta Piacentina DOP, Salame Piacentino DOP e Focaccia di Recco col formaggio IGP.   Il MASAF inserisce ufficialmente la Focaccia di Recco col formaggio tra i prodotti di panetteria tutelati come IGP e dedica specifiche schede ai Salumi Piacentini DOP.

Un viaggio tra storia, territorio e gusto

L’iniziativa ha coinvolto un selezionato gruppo di giornalisti, media, food blogger e opinion leader in un percorso dedicato alla conoscenza delle filiere certificate.  Non soltanto degustazione, quindi, ma anche formazione.  Il programma ha messo al centro la storia dei prodotti, i disciplinari di produzione e il lavoro quotidiano necessario per mantenere standard e caratteristiche legati all’origine. Il viaggio alla scoperta delle tipicità locali è iniziato nel pomeriggio di giovedì 27 agosto. Dall’imbarcadero di Recco, gli ospiti sono salpati a bordo delle motonavi della Società Golfo Paradiso, diretti verso la suggestiva baia di San Fruttuoso di Camogli.  Nel cuore del Promontorio di Portofino, la delegazione è stata accolta dall’Architetto Alessandro Capretti, Direttore dell’antica Abbazia, bene tutelato e valorizzato dal FAI. La visita guidata ha permesso di conoscere la storia dell’abbazia e di scoprire anche il fascino del celebre Cristo degli Abissi. Dal mare alla tavola, il percorso ha poi riportato gli ospiti a Recco.

A Recco il racconto dei Consorzi

Nel tardo pomeriggio la delegazione si è ritrovata sulla terrazza del Ristorante O Vittorio, Locale Storico d’Italia, per le presentazioni ufficiali.   Ad aprire il momento istituzionale è stato il Sindaco di Recco, Carlo Gandolfo.  La serata è diventata quindi un racconto a più voci. Il Maestro norcino Fabrizio Mazzoni ha mostrato dal vivo alcune fasi della lavorazione della Pancetta Piacentina DOP e della Coppa Piacentina DOP. A seguire, Roberto Belli, Direttore del Consorzio di Tutela Salumi DOP Piacentini, ha illustrato la storia e il valore delle produzioni piacentine. Al centro del suo intervento anche il trentesimo anniversario dell’assegnazione delle tre DOP ai prodotti della salumeria piacentina. Il racconto si è poi spostato dalla tradizione emiliana a quella ligure. Lucio Bernini ha illustrato le caratteristiche della Focaccia di Recco col formaggio IGP, mentre un maestro focacciaio ne ha mostrato la preparazione, dalla stesura alla cottura. La specificità territoriale è uno degli elementi centrali della denominazione. Il disciplinare ufficiale della Focaccia di Recco col formaggio IGP ne definisce infatti caratteristiche e legame con l’area di produzione.

La degustazione chiude la serata

A coronare l’incontro è stata la degustazione guidata da Lorella Ferrari. Tra i prodotti più apprezzati dagli ospiti c’è stata la Pancetta Piacentina DOP, riconoscibile per la sua consistenza morbida e gli aromi delicati. Accanto alla pancetta è arrivata la Coppa Piacentina DOP, con la sua caratteristica dolcezza e il profilo aromatico legato alla stagionatura. Il gran finale è stato affidato alla Focaccia di Recco col formaggio IGP. La sua uscita dal forno, fragrante e scenografica, ha conquistato la platea e completato un percorso gastronomico costruito sull’incontro tra due territori.

DOP e IGP, il valore della certificazione

Dietro “Sapori in Paradiso” c’è un obiettivo preciso: rafforzare la conoscenza del sistema di certificazione DOP e IGP e spiegare al consumatore perché il legame con il territorio rappresenti un elemento fondamentale.  Le denominazioni europee non raccontano soltanto un prodotto. Raccontano una storia, una zona geografica, competenze tramandate nel tempo e regole di produzione definite nei disciplinari. Per i Salumi Piacentini DOP, il legame con la provincia di Piacenza è parte integrante dell’identità produttiva. Il MASAF ricorda, per esempio, che la produzione della Coppa Piacentina DOP e della Pancetta Piacentina DOP è legata ai territori della provincia entro i limiti altimetrici previsti dai rispettivi disciplinari. Lo stesso principio vale per la Focaccia di Recco col formaggio IGP, la cui denominazione è tutelata a livello europeo. Il riconoscimento IGP è stato registrato dalla Commissione europea nel 2015.

Piacenza e Recco, un modello di promozione

La forza dell’iniziativa sta anche nella collaborazione.  Da una parte la tradizione salumiera piacentina. Dall’altra la cultura gastronomica ligure. Due realtà diverse, ma unite dalla volontà di custodire e comunicare il patrimonio agroalimentare italiano. La vicinanza geografica e la comune attenzione alla tradizione trasformano così la collaborazione tra Piacenza e Recco in un esempio di promozione integrata del Made in Italy. “Sapori in Paradiso” diventa quindi qualcosa di più di un evento gastronomico. È un viaggio tra territori, persone e produzioni certificate. Un modo per ricordare che, dietro una fetta di salume o una focaccia appena sfornata, ci sono competenze, storia e identità. E che proprio il territorio resta uno degli ingredienti più preziosi della gastronomia italiana.

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