Orietta Berti Monteroni: emozioni sotto il cielo del Salento

Orietta Berti Monteroni

Orietta Berti Monteroni: una notte che resterà nel cuore

Certe sere hanno il sapore delle cose belle che non si dimenticano. A Monteroni di Lecce, sotto il cielo caldo e stellato di giugno, la voce senza tempo di Orietta Berti ha accarezzato le anime e fatto battere i cuori. In occasione della Festa di Sant’Antonio da Padova, la regina della musica italiana ha regalato una serata carica di emozioni vere, di quelle che ti restano addosso come un profumo d’estate. Piazza Falconieri era stracolma. Un abbraccio collettivo fatto di sorrisi, applausi, occhi lucidi e canzoni cantate a squarciagola. Dai bambini ai nonni, dalle famiglie ai gruppi di amici: tutti uniti per vivere un momento magico, pieno di calore e appartenenza. Orietta Berti non ha semplicemente cantato: ha fatto vibrare il cuore del Salento.

Festa Sant’Antonio Monteroni

La voce di una nazione, l’anima di una comunità

È bastata la prima nota di “Mille”, il brano tormentone con Fedez e Achille Lauro, per far scattare la scintilla. Ma quella era solo l’inizio. Orietta ha aperto le porte del suo mondo musicale con generosità e affetto, ripercorrendo una carriera lunga più di 60 anni. Canzoni indimenticabili come “Tipitipitì”, “Quando la barca va”, “Finché la barca va” hanno fatto cantare tutto il paese. E tra un brano e l’altro, la cantante ha regalato parole dolci e sincere, ricordi di una vita, aneddoti pieni di simpatia. Ha parlato delle cartoline di Canzonissima, del rapporto con il pubblico, della gratitudine profonda che prova per l’amore che riceve ancora oggi. Ogni parola, un filo diretto con chi la ascolta da sempre.

Orietta Berti Monteroni: eleganza, ironia e fede

Nonostante un piede infortunato, Orietta è salita sul palco con la grazia di una regina e il sorriso di una donna vera. Ha chiesto scusa per non poter ballare, ma ha subito rassicurato: “La voce c’è, eccome se c’è!”. E quando ha cantato, tutto si è fermato. Ogni nota era un’emozione. Ogni canzone, un abbraccio. Il momento più tenero? Quando il sindaco Mariolina Pizzuto le ha donato un mazzo di fiori. Orietta, con quella fede genuina che la accompagna da sempre, ha proposto di offrirli a Sant’Antonio. “Lui è il protagonista di questa festa”, ha detto. E la piazza ha applaudito con il cuore in mano.

Risate, ricordi e acquasantiere

La serata è stata anche piena di sorrisi. Orietta ha raccontato, con il suo inconfondibile umorismo, la storia delle sue acquasantiere. Durante un terremoto, una di queste cadde sulla testa del marito Osvaldo. Da allora, ha confessato ridendo, lui evita quella stanza “azzurra” dove lei le colleziona. Ma proprio per questa passione, don Giuseppe Spedicato ha voluto farle un dono speciale: due nuove acquasantiere, scelte dai fan. Orietta le ha accettate con gioia, aggiungendo ironicamente: “Le nascondo in valigia, sennò me le sequestrano all’aeroporto!”

Una piazza in festa, tra abbracci e selfie

Dietro le quinte, il calore non è mancato. Orietta ha incontrato la giornalista Adriana Pannitteri, che l’ha intervistata per Rai1, e tanti ospiti venuti ad omaggiarla. Selfie, abbracci, strette di mano sincere: il backstage è stato un altro piccolo grande spettacolo, fatto di umanità e riconoscenza. Il sindaco Mariolina Pizzuto, emozionata, ha dichiarato: “Orietta ha illuminato Monteroni. La sua voce ha fatto vibrare i nostri cuori e ha reso questa festa davvero speciale. È stato un sogno diventato realtà.”

Il cuore grande di una città

Dietro il palco, però, c’è stato anche tanto lavoro. Un gioco di squadra vincente: l’amministrazione comunale, l’assessore alla cultura Ramona Visconti, la Polizia Locale, la Protezione Civile, i funzionari, gli operai comunali. Tutti uniti per garantire sicurezza, accoglienza e una serata indimenticabile. E per i più giovani, il dopo-concerto ha continuato a far festa con lo Zoo di Radio 105, che ha fatto ballare piazza Falconieri fino a tarda notte, tra musica, risate e la voglia di vivere l’estate fino in fondo.

Un grido contro il silenzio: “Il coraggio di chiamarlo amore”

Tra i momenti più intensi, l’interpretazione di “Il coraggio di chiamarlo amore”, canzone dedicata alle donne vittime di violenza. Orietta ha cantato con l’anima, regalando una performance che ha commosso e fatto riflettere. In quel momento, ogni nota è diventata una denuncia, ogni parola una carezza e una ferita. Il silenzio della piazza parlava più di mille applausi. Perché la musica, quando è vera, può cambiare le coscienze.

Orietta Berti Monteroni: quando la musica accende l’anima

Quella sera a Monteroni non si è celebrato solo un concerto, ma una vera esperienza di comunità. La voce di Orietta, le luci calde della piazza, il profumo delle estati salentine, il legame tra fede e tradizione: tutto ha creato un’atmosfera unica, vibrante, che solo chi l’ha vissuta può davvero raccontare. Orietta Berti, con i suoi 82 anni di luce e dolcezza, ha dimostrato che l’arte non invecchia mai. Ha cantato per tutti, ha parlato a ciascuno. Ha reso Monteroni un po’ più vicino al cielo.

Una serata che resta nel cuore

Se eri lì, hai vissuto qualcosa che non dimenticherai. Se non c’eri, sappi che a Monteroni è successo qualcosa di bello, vero, profondo. Orietta Berti Monteroni è stato più di un evento: è stato un abbraccio, una preghiera in musica, una festa per l’anima.  E mentre le ultime note si perdevano tra le stelle, tutti abbiamo capito una cosa: quando c’è il cuore, tutto è possibile.  E Monteroni, con Orietta Berti, ha battuto forte. Fortissimo.

Servizio A cura di Carmen Mancarella

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