Rovato e la Lombardia del vino un laboratorio di eccellenza

La prima edizione dell’Olimpo dei Vini Lombardi si è svolta a Rovato, cuore della Franciacorta, con l’obiettivo di valorizzare la produzione enologica regionale attraverso criteri rigorosi di degustazione e selezione tecnica. Oltre 250 cantine hanno presentato più di 300 etichette, offrendo un quadro completo della viticoltura lombarda tra tradizione e innovazione.L’evento ha avuto anche un fine benefico: i vini premiati sono stati battuti all’asta e il ricavato devoluto all’Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica, sottolineando l’impegno sociale del comparto vitivinicolo.
Metodo di degustazione e struttura del concorso
Organizzato dall’Associazione Terre e Sapori, l’Olimpo dei Vini Lombardi si è articolato in cinque tappe, ciascuna dedicata a una categoria enologica:
- Bianchi fermi
- Rossi fermi
- Rosati fermi
- Passiti e da meditazione
- Spumanti metodo classico
Le degustazioni sono state effettuate alla cieca, con panel misti composti da cinque esperti del settore (sommelier, enologi, ristoratori) e cinque consumatori selezionati, garantendo una valutazione equilibrata tra competenza tecnica e percezione sensoriale generale. Ogni produttore ha potuto presentare la vendemmia ritenuta più rappresentativa, sia annate recenti che affinamenti prolungati, con l’obiettivo di esprimere pienamente la personalità del vino e del territorio di origine.

Analisi tecnica dei vini lombardi
Bianchi e rosati
I bianchi lombardi si caratterizzano per freschezza, mineralità e capacità di esprimere il terroir. Tra le etichette selezionate spiccano:
- Aureo – Azienda Agricola Vedrine, Polpenazze (BS): struttura bilanciata, aromi floreali e fruttati, buona persistenza minerale.
- Crèdega IGT – Azienda Agricola Bertoli, Castelli Calepio (BG): complesso, con note di frutta a polpa bianca e delicate sfumature balsamiche.
I rosati si distinguono per eleganza e aromaticità: Fiorosè IGT della Bergamasca e Miti DOC Riviera del Garda Classico, caratterizzati da delicati sentori di frutti rossi e una tessitura morbida al palato, ideale per abbinamenti gastronomici contemporanei.
Rossi e passiti
Tra i rossi, Cornalino IGT Alto Mincio (Cantina Ricchi, MN) ha evidenziato un corpo strutturato, tannini morbidi e ottima persistenza aromatica. I passiti, tra cui il Moscato di Scanzo DOCG, presentano complessità olfattiva e concentrazione zuccherina bilanciata da vivacità acida, perfetti come vini da meditazione o abbinamenti gastronomici ricercati.
Metodo Classico
Gli spumanti Franciacorta hanno confermato la reputazione internazionale della zona:
- Franciacorta Satèn DOCG – Cantina Majolini, Ome (BS): finezza perlage, eleganza aromatica, freschezza persistente.
- Boké Brut Rosé 2021 – Villa Franciacorta, Monticelli Brusati (BS): struttura armonica, aromi di frutti rossi e crosta di pane, lunga persistenza gustativa.
Queste etichette rappresentano l’eccellenza del metodo classico lombardo, con affinamenti calibrati e rifermentazioni in bottiglia che esaltano complessità e finezza.
Territorio e filiera l’identità dei vini lombardi
Ogni etichetta racconta una storia di territorio, vitigno e filiera. L’Olimpo dei Vini Lombardi ha valorizzato il legame tra suolo, microclima e gestione sostenibile della vite, con attenzione alla biodiversità e alla qualità delle uve. La Franciacorta, l’Oltrepò Pavese, il Garda e la Valcamonica hanno così espresso in calice le proprie peculiarità geografiche e culturali, dimostrando come la produzione lombarda sappia coniugare tradizione e innovazione.
Prospettive
L’Olimpo dei Vini Lombardi si conferma un modello di valorizzazione della viticoltura regionale: rigoroso nella tecnica, inclusivo nella valutazione e attento al territorio e alla solidarietà.Un evento capace di raccontare la Lombardia come regione di eccellenza vitivinicola, dove la qualità dei vini nasce da studio, filiera e attenzione al dettaglio, offrendo agli operatori del settore e agli appassionati una vera esperienza professionale di degustazione.


