‘O Surdato ’nnammurato, il sogno di Califano rivive a Sorrento

‘O Surdato ’nnammurato

“Oi vita, oi vita mia”. Bastano queste poche parole per far riaffiorare una melodia che appartiene alla memoria di Napoli e della Campania. È ‘O Surdato ’nnammurato, una delle canzoni più amate della tradizione napoletana, capace di attraversare generazioni e di essere ancora oggi cantata nelle piazze, negli stadi e nelle occasioni più diverse. Dietro quel ritornello c’è però una storia che affonda le sue radici nel 1915, negli anni drammatici della Prima guerra mondiale. Il testo fu scritto da Aniello Califano, poeta e paroliere nato a Sorrento nel 1870, mentre la musica fu composta da Enrico Cannio. Una storia di lontananza, amore e dolore che, a distanza di oltre un secolo, torna a parlare al pubblico attraverso il teatro musicale.

A Sorrento il ritorno di ‘O Surdato ’nnammurato

Nella cornice di Villa Fiorentino, il 18 settembre è andato in scena il debutto di “’O Surdato ’Nnammurato – Tributo al poeta e all’amore”, progetto promosso dalla Fondazione Aniello Califano e firmato da Ciro Villano. La scelta di Sorrento ha un significato particolare, perché proprio questa città è profondamente legata alla vita e alla memoria del poeta. Lo spettacolo mette in relazione due epoche lontane, ma unite da sentimenti e problemi ancora attuali. Da una parte c’è Aniello Califano, con la sua vicenda artistica e umana; dall’altra c’è Peppe, un personaggio immaginario dei nostri giorni, che attraverso la musica cerca di tenere i giovani lontani dalla strada e dalla guerra.  Il passato diventa così una chiave per parlare del presente. Amore, paura, speranza e desiderio di pace sono i temi che attraversano il musical e che riportano la celebre canzone dentro un racconto pensato anche per le nuove generazioni.

L’emozione di Adriano Pepe Califano

Per Adriano Pepe Califano, presidente della Fondazione Aniello Califano, quella di Sorrento non è stata soltanto una prima teatrale. È stato soprattutto un momento di forte emozione, perché sul palcoscenico ha visto prendere forma un progetto legato alla memoria del padre e a un sogno coltivato nel tempo. Vedere ‘O Surdato ’nnammurato diventare un musical significa raccogliere un’eredità familiare e trasformarla in un progetto culturale aperto al pubblico. È la soddisfazione di aver contribuito a riportare Aniello Califano al centro dell’attenzione e, nello stesso tempo, di aver dato nuova vita a una canzone che appartiene alla storia della musica napoletana. L’emozione è ancora più forte perché questo percorso è condiviso con la figlia Maria Pepe Califano. Padre e figlia rappresentano idealmente due generazioni unite dalla stessa volontà: custodire la memoria di Aniello Califano e consegnarla al futuro. Il sogno del padre di Adriano torna così a vivere attraverso una nuova generazione. È un passaggio di testimone che va oltre la semplice memoria familiare. Una storia privata diventa patrimonio culturale e arriva al pubblico attraverso la musica, il teatro e le emozioni di una serata speciale.

Paola Panariello accanto alla famiglia Califano

Accanto alla Fondazione e alla famiglia Califano, anche Paola Panariello ha partecipato con particolare coinvolgimento a questo importante momento. La sua presenza si inserisce in un progetto che unisce memoria, cultura e territorio e che punta a riportare l’attenzione sulla figura di Aniello Califano. Il debutto di Sorrento ha avuto quindi un significato che va oltre lo spettacolo. È stato un momento di condivisione per chi ha creduto nel progetto e ha contribuito a riportare sul palcoscenico una storia che appartiene profondamente alla città e alla tradizione musicale partenopea.

 

Un progetto sostenuto dalle istituzioni

Lo spettacolo è patrocinato dal Consiglio regionale della Campania, dal Comune di Sant’Egidio del Monte Albino e dalla Fondazione Sorrento. Il sostegno delle istituzioni accompagna un’iniziativa che punta a valorizzare la memoria di Aniello Califano e, allo stesso tempo, a utilizzare la musica come strumento di dialogo con le nuove generazioni.  Il legame con il territorio è uno degli elementi centrali del progetto. Sorrento rappresenta il punto di partenza, mentre l’obiettivo è portare successivamente lo spettacolo a Napoli e avviare un percorso di distribuzione nazionale e internazionale.

Ciro Villano porta Califano sul palcoscenico

A firmare il progetto è Ciro Villano, autore e commediografo. La direzione musicale è affidata a Luca Sepe e Fabrizio Guglielmi, mentre sul palco salgono Luca Sepe, Carlo Caracciolo, Mary Esposito, Ciro D’Errico e Gregorio Veglia. Completano l’allestimento la direzione di scena di Francesco Felaco, i costumi di Annalisa Ciaramella, la scenografia di Flaviano Barbarisi e le coreografie di Maria Avolio. Un gruppo di professionisti chiamato a trasformare la memoria di Califano in un racconto contemporaneo, capace di unire musica, recitazione e danza.

Da Sorrento a Napoli, il viaggio continua

Il debutto a Villa Fiorentino rappresenta il primo capitolo di un percorso destinato a proseguire. Dopo Sorrento, il musical guarda infatti a Napoli, con l’obiettivo di arrivare successivamente a un pubblico sempre più ampio, anche fuori dai confini nazionali. È un viaggio che parte dal luogo più legato alla memoria di Califano e che prova a seguire idealmente il percorso compiuto dalla sua musica. Perché ‘O Surdato ’nnammurato ha ormai superato i confini della Campania ed è diventata una delle espressioni più riconoscibili della canzone napoletana.

Una canzone che continua a emozionare

Sono passati più di cento anni dalla nascita di ‘O Surdato ’nnammurato, ma la sua forza non sembra essersi consumata. La canzone continua a raccontare la lontananza, l’amore e il dolore di chi è costretto a vivere separato dalla persona amata. Sentimenti semplici e universali, capaci di parlare ancora oggi a persone di età e generazioni diverse. È proprio questa la forza del nuovo musical. Non limitarsi a celebrare una canzone famosa, ma utilizzarla per raccontare una storia e creare un ponte tra passato e presente. La memoria di Aniello Califano diventa così uno strumento per parlare anche ai giovani e per ricordare quanto la musica possa essere un linguaggio capace di unire.

Il sogno di una famiglia diventa patrimonio di tutti

A Sorrento, il sogno di Adriano Pepe Califano ha trovato il suo palcoscenico. Un sogno nato dal desiderio di mantenere vivo il ricordo del padre e diventato, con il tempo, un progetto culturale condiviso anche dalla figlia Maria Pepe Califano. È questa forse l’immagine più emozionante di tutta la storia. Una famiglia che custodisce la memoria di un poeta e decide di trasformarla in un racconto destinato a tutti. Una canzone nata durante la Prima guerra mondiale torna così a parlare al presente, attraverso il teatro e attraverso le emozioni di chi la ascolta. ‘O Surdato ’nnammurato continua il suo viaggio. Da Aniello Califano alla sua famiglia, da Sorrento a Napoli, dalla memoria al futuro. Una storia napoletana che, dopo più di un secolo, ha ancora qualcosa da dire e soprattutto qualcosa da far sentire al cuore.

“E così, da Sorrento, il sogno di Aniello Califano continua a vivere nel tempo: custodito da Adriano Pepe Califano,
e consorte Paola Panariello  condiviso con Maria Pepe Califano
e affidato a una nuova generazione, perché certe canzoni non finiscono ma
Diventano memoria, amore e futuro.”

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