Ad Alghero, La Saletta amplia il proprio racconto gastronomico con un nuovo Bistrot. Accanto al fine dining arriva una cucina più informale e conviviale, costruita intorno alla memoria, ai prodotti del territorio e al piacere di condividere.

Due cucine, una sola identità. E una Sardegna raccontata attraverso linguaggi diversi. È questa la nuova sfida de La Saletta di Alghero, ristorante che nel tempo ha trasformato la propria identità senza perdere il legame con il territorio. Oggi, accanto ai percorsi degustazione del ristorante fine dining, nasce Al Bistrot La Saletta, una proposta pensata per chi cerca una cucina contemporanea ma più libera, da ordinare, mettere al centro del tavolo e condividere. Il progetto mantiene una convinzione precisa: l’alta cucina non deve necessariamente essere distante. Può essere ricerca, tecnica e sorpresa, ma anche memoria, convivialità e senso di appartenenza.
La Saletta e il nuovo Bistrot
Il ristorante conserva la sua anima fine dining, con percorsi degustazione costruiti intorno al mare di Alghero e alla cucina identitaria sarda. Il Bistrot apre invece una strada diversa. La carta segue le stagioni e propone antipasti, primi, secondi e dolci pensati anche per essere condivisi. Carne, pesce e orto diventano il punto di partenza per una cucina che guarda alla tradizione, ma la interpreta con uno stile contemporaneo. Non è quindi una semplice seconda formula. È un altro modo di vivere La Saletta. Da una parte il percorso gastronomico più strutturato. Dall’altra una tavola informale, dove il cibo torna a essere soprattutto un momento di incontro.
Una cucina che parte dalla Sardegna
Il cuore del progetto rimane il territorio. La Saletta lavora con materie prime stagionali e con una rete di produttori, pescatori, contadini e artigiani locali. Una parte degli ingredienti arriva direttamente dall’orto. È una scelta che riflette una filosofia precisa, sintetizzata anche nel claim del ristorante: “Non scegliamo i fornitori. Scegliamo le persone, e poi mangiamo quello che fanno”. La materia prima diventa così il punto di partenza di ogni piatto. E la sostenibilità passa anche dalla capacità di utilizzare il prodotto nella sua interezza. Fermentazioni, lavorazioni e recupero degli elementi contribuiscono a ridurre gli sprechi e a costruire una cucina basata sulla circolarità.
Gian Luca Chessa e Adriano Zucca, due visioni che si incontrano
A guidare il progetto sono Gian Luca Chessa e Adriano Zucca. Chessa porta una visione moderna e istintiva, orientata alla ricerca e all’evoluzione delle tecniche di cucina. Zucca è invece più vicino alla memoria gastronomica dell’isola, con una sensibilità che affonda nelle tradizioni e nei sapori dell’entroterra. Due approcci differenti che trovano un punto d’incontro nella stessa cucina. È da questo dialogo che nasce una proposta capace di muoversi tra innovazione e memoria, senza perdere il carattere sardo.

Il Fine Dining e la sorpresa
Nel ristorante fine dining il viaggio gastronomico è racchiuso nel manifesto “Savoir the unexpected”. Il concetto è quello di sorprendere l’ospite attraverso una cucina capace di cambiare prospettiva, senza cancellare il rapporto con il territorio. I percorsi degustazione raccontano il mare di Alghero attraverso diverse intensità. La Riviera Experience, con 10 portate e un prezzo indicato di 125 euro, è pensata come un’immersione completa nell’esperienza gastronomica. La Piccola Riviera, con 6 portate e un prezzo indicato di 90 euro, concentra invece il percorso sui piatti più identitari e sulle creazioni signature, scelte in base alla stagione e al mercato del giorno. Tra i piatti raccontati nel progetto figurano Dal mare alla Laguna, il Granchio blu, la Seppia, la Melanzana, gli Spaghetti, lo Gnocco, l’Anguilla e il Filetto di pescato. Sono preparazioni che mettono in relazione mare, terra e tecniche contemporanee.
Al Bistrot, il gusto della convivialità
Se il fine dining invita a lasciarsi guidare, il Bistrot invita a scegliere. La carta nasce con un’idea semplice: riportare al centro della tavola il piacere della condivisione. Tra le proposte raccontate da La Saletta ci sono l’Uovo morbido con pecorino giovane, zucchine, erbe di campagna e polline, la Tartare di pecora, il Cuore di bue alla brace, i Fusilloni in verde, la Pasta alle cozze, la Fregula artigianale in estrazione di mare, il Muggine e il Maialetto in pressa. Anche i dolci seguono il filo della memoria. Il Tiramisù ai savoiardi, il Frangipane alle mandorle, la ricotta con gelato alla sapa e le Seadas al miele riportano nel finale alcuni dei sapori più riconoscibili della tradizione isolana. La carta, inoltre, cambia con la stagione.
Da una friggitoria di quartiere a un progetto gastronomico
La storia de La Saletta è parte integrante del suo presente. Il locale nasce ad Alghero nel 2009, inizialmente come piccola friggitoria di quartiere. Nel tempo quello spazio cambia forma e diventa un ristorante contemporaneo, elegante e intimo. La posizione contribuisce al carattere del locale. La Saletta si trova in via Fratelli Kennedy 27/A, a pochi passi dal mare e dalla zona di Las Tronas. Gli ambienti sono curati ma non ostentati. Il servizio mantiene attenzione e professionalità, cercando però un’atmosfera accogliente. È un’evoluzione che racconta anche il percorso professionale della famiglia Chessa e della brigata.
La Sardegna nel piatto, tra mare e terra
Il progetto gastronomico de La Saletta non può essere separato da Alghero. La città, affacciata sul Golfo dell’Alguer, conserva una forte impronta catalano-aragonese. Le mura, i bastioni e le strade del centro storico raccontano una storia particolare, mentre la lingua algherese testimonia ancora oggi questo legame culturale. Il mare è una presenza costante. Ma lo sono anche l’orto, i prodotti dell’entroterra, le erbe, i formaggi e le tradizioni gastronomiche dell’isola. È da questo insieme che La Saletta costruisce il proprio racconto.
Una sola firma, due modi di stare a tavola
La novità del Bistrot non cancella il percorso del ristorante fine dining. Lo amplia. La Saletta propone oggi due esperienze che partono dalla stessa cucina e dalla stessa idea di territorio. Il ristorante invita a seguire un percorso. Il Bistrot permette invece di scegliere, assaggiare e condividere. In entrambi i casi resta centrale la stessa attenzione alla materia prima, alla stagionalità e alla Sardegna. È una cucina che vuole sorprendere, ma anche raccontare. E soprattutto ricordare che, intorno a una tavola, il cibo non è soltanto ciò che arriva nel piatto. È anche memoria, incontro e convivialità.

07041 Alghero SS
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