All’Antico Vinaio gluten free: la rivoluzione arriva a Milano

All’Antico Vinaio gluten free

La “Favolosa” diventa davvero per tutti

A Milano la celebre schiacciata fiorentina diventa inclusiva. All’Antico Vinaio ha aperto in Via Moscova 52 il suo primo locale totalmente gluten free, un progetto che rende la “Favolosa” accessibile anche a chi è celiaco. Il sapore resta quello di sempre, così come il rito: schiacciata calda, farcitura al momento e atmosfera fiorentina. Nel nuovo store non entra alcuna traccia di glutine. Il pane è preparato in un laboratorio separato e arriva in negozio per essere cotto e farcito sul momento. Una scelta unica, ancora poco diffusa nella ristorazione veloce italiana, che punta su sicurezza, qualità e inclusione.

Un’apertura che sembra una prima teatrale

L’inaugurazione del 28 novembre ha portato in strada una folla degna di un debutto a teatro. Smartphone alzati, profumo di schiacciata e un tasting gratuito in perfetto stile Mazzanti: diretto, spontaneo e orgogliosamente toscano.
Il messaggio è semplice: “Vieni, assaggia, fidati.”

Le icone del menu tornano in versione gluten free

Il menu resta quello che ha reso celebre il marchio. La Favolosa, la Paradiso, la Tricolore e la Tommy tornano protagoniste. Tutti gli ingredienti sono stati rivisti e adattati. Anche la crema tartufata ha ricevuto un restyling dedicato. Il pane, cuore del progetto, nasce in un laboratorio controllato con la cura che si riserva a un figlio. Tradizione e sicurezza convivono senza compromessi.

“Gluten free sì, farlocco no”: la filosofia di Mazzanti

Tommaso Mazzanti, volto del brand e forza motrice del progetto, racconta che la richiesta di una proposta gluten free era ormai costante. “Non volevamo un’imitazione, ma l’esperienza vera. Gluten free sì. Farlocco no.” L’idea nasce anche da un motivo personale: la sorella di Mazzanti è intollerante al glutine. Il locale diventa così una scelta naturale, quasi necessaria. Nessuna retorica, solo coerenza.

Un brand globale che resta legato all’artigianalità italiana

Oggi All’Antico Vinaio conta oltre 50 store nel mondo. Ma Mazzanti non si nasconde dietro slogan. Viaggia spesso e osserva una realtà evidente: fuori dall’Italia le catene italiane sono poche, nonostante il Paese abbia ingredienti straordinari e artigiani capaci. Per questo il brand costruisce una filiera di fiducia: fornitori scelti uno a uno, cresciuti insieme al progetto. C’è chi, come il produttore di porchetta, ha investito mezzo milione per restare al passo. Una collaborazione che è quasi famiglia.

Oltre il business: il valore delle radici

Per Mazzanti il successo non è solo numeri. “A un certo punto i soldi non cambiano la vita. Accompagnare i miei figli a scuola, quello sì.” Il sogno è lasciare qualcosa di significativo, un’eredità che parli di impegno e autenticità. Il nuovo locale gluten free è parte di questa visione. Non entrerà mai un prodotto con glutine: una scelta identitaria, non una moda.  Atmosfera informale, battute toscane e musica alta completano un format riconoscibile, replicabile ma sempre con un’anima. Da Firenze a New York, da Londra a Dubai, passando per una Milano che per Mazzanti è ormai una seconda casa.

La critica internazionale applaude

Negli anni il marchio è stato celebrato dalla stampa internazionale.

  • Saveur ha inserito la Favolosa tra i cinque migliori panini al mondo.
  • TripAdvisor lo ha incoronato locale più recensito al mondo nel 2014.
  • Forbes ha inserito Tommaso Mazzanti nella lista dei 100 top manager del 2025.

Nonostante tutto, lui mantiene un legame profondo con la tradizione. La definisce un elastico: “Si può tirare, ma guai a spezzarlo.”

Una nuova apertura che parla di inclusione

L’inaugurazione di Milano non è solo una novità gastronomica. È un gesto culturale: dimostra che anche la schiacciata può essere inclusiva. Un prodotto iconico che si apre a chi prima non poteva gustarlo. E ora non resta che addentare la schiacciata gluten free. Perché tradizione e innovazione, insieme, possono davvero diventare un’esperienza per tutti.

Servizio a cura di Barbara Spadafora

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